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DEX: La gestione alternativa: un nuovo investimento «rifugio»

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Questo titolo può apparire “provocatorio”. In effetti, la gestione alternativa è spesso  assimilata a termini come “complesso”, “leva”, “investitori istituzionali”, o “hedge fund”.….



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Eppure …
Dexia Asset Management ritiene che la gestione alternativa è divenuta oggi un investimento di riferimento per numerosi investitori e, in particolare, per quelli istituzionali.

Perché?
Un motivo: le classi di attivi tradizionali stanno sollevando degli interrogativi, la diversificazione classica è meno efficace.

Dopo un decennio perso sulle azioni, le prospettive di rendimento rimangono ancora incerte. Gli attivi tradizionali privi di rischio rappresentati dalle  obbligazioni governative, vengono oggi rimesso in discussione dalla problematica del debito. Tanto più che i livelli attuali dei tassi lasciano sperare rendimenti limitati per gli anni a venire per investimenti monetari e obbligazionari.

Di conseguenza, la diversificazione verso le classi di attivi alternative (mercati emergenti, credito high yield, materie prime, …) diviene necessaria, ma non è sempre sufficiente: in effetti, la correlazione, che finora è stata debole e interessante rispetto agli attivi tradizionali, ha registrato una crescita dal 2007.

Le strategie alternative: una soluzione adeguata alle nuove esigenze degli investitori

Per Fabrice Cuchet, Responsabile della Gestione Alternativa di Dexia AM, «la gestione alternativa risponde alla domanda degli investitori per prodotti flessibili e performanti, con un basso rischio”. E, dopo 4 anni di crisi, ad oggi, la gestione alternativa soddisfa questi tre criteri:.

– Flessibilità: una gestione dinamica e reattiva adattabile alle condizioni di mercato, con, ad esempio, elevate capacità di manovra sui livelli di esposizione ai mercati.

– Riduzione al minimo delle perdite e controllo del rischio: il profilo medio di rischio della gestione alternativa è simile a quello della gestione obbligazionaria. In effetti, se confrontiamo i rendimenti mensili delle azioni, dei tassi governativi americani e dei fondi di Hedge Fund, questi ultimi dimostrano una volatilità media prossima a quella delle obbligazioni governativa, avendo nel contempo rendimenti simili e regolari.   

– Una fonte alternativa di rendimento: L’incertezza di mercato di questi ultimi anni ha messo alla prova la capacità di adeguamento dei gestori. Ma i numeri non mentono: le strategie alternative hanno saldamente resistito, raggiungendo l’ obiettivo di garantire rendimenti in linea con quelle delle azioni sul medio termine, con una volatilità due volte inferiore e perdite sul capitale limitate.

«La diversità delle strategie alternative è anche un vantaggio» osserva Fabrice Cuchet, «si possono distinguere, ad esempio, strategie alternative anticicliche “all weather”) come il global macro o i CTA e strategie  “Alternativa Direzionale” come la Long Short Equity. Nell’arco degli ultimi cinque anni, le strategie CTA mostrano un rendimento prossimo al 39% e le Long Short Equity un rendimento prossimo al 6%, nettamente al di sopra a quello delle azioni i cui rendimenti sono negativi».

Una continua istituzionalizzazione con investitori «a lungo termine»

Dal 2009, la gestione alternativa sta registrando una ripresa in termini di afflussi. Alla fine di giugno 2011, il patrimonio in gestione di Hedge Fund e Fondi di Hedge Fund ammontava a 2.045 miliardi di dollari (dati HFR a fine giugno), pari ad un incremento del 28% rispetto alla fine del 2009 e un livello superiore rispetto anche al dato del 2007, pre-Lehman. Secondo uno studio recente di Strategic Insights (*), anche i fondi alternativi formato conformi alla UCITS si stanno affermano rapidamente con asset in gestione oltre i 200 miliardi di dollari a fine giugno 2011 .

Fatto saliente, questo rialzo dei patrimonio è stato sostenuto dagli «istituzionali», in particolare dagli investitori «a lungo termine» (fondi pensione, fondazioni, fondi sovrani…). Fabrice Cuchet sottolinea che «dal fallimento di Lehman, numerosi investitori quali le banche o ancora fondo strutturati hanno abbandonato la gestione alternativa senza ritornarvi. Al contrario, gli investitori «a lungo termine» come i fondi pensione che, per la maggior parte, nel 2008 avevano mantenuto le proprie posizioni, hanno rafforzato la propria esposizione a partire  dal 2009. Oggi, la clientela di base è cambiata, divenendo più stabile per l’industria».

L’istituzionalizzazione della gestione alternativa è dunque avviata verso questa tendenza e dovrebbe perdurare, specialmente se sostenuta dai fondi pensione, pubblici e privati. In effetti, la questione del ciclo di vita  – gestione dei piani pensionistici a lungo termine – stanno stimolando i fondi pensione diversificare i loro investimenti e ad aumentare l’allocazione in Hedge Fund.

Questi investitori rappresentano oggi quasi il 40% degli istituzionali che investono negli Hedge Fund diretti (escludendo quindi i Fondi di Hedge Fund). Negli ultimi quattro anno, la loro allocazione media è raddoppiata, passando dal 4% nel 2007 al quasi 8% attuale.

Di fronte a queste nuove sfide economiche, ma  anche demografiche, l’industria della Gestione Alternativa acquisisce così una dimensione d’investimento  “rifugio“ per questi  investitori ”a lungo termine”.

Dexia AM, un leader europeo della gestione alternativa

Dexia Asset Management risponde alla domanda degli investitori istituzionali in materia di gestione alternativa da oltre 15 anni con un’ampia gamma di oltre 30 fondi, di cui 22 UCITS, che coprono 15 strategie diverse.
«Attualmente, in un contesto di mercato incerto e fortemente volatile, il 100% delle nostre strategie ha un rendimento positivo su un arco temporale di tre anni e il 63% sono positive su un anno» conclude Fabrice Cuchet.

 

(*) Fonte: Strategic Insights, Industry Update Q2 2011, settembre 2011

 

Fonte: IFAWorld – Dexia AM


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