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Consulenti donne e consulenti uomini

Consulenti donne e consulenti uomini. Molte volte, nel corso delle conferenze con i consulenti, sento sollevare due questioni. Spesso si afferma che le donne sono più empatiche degli uomini…….


GAM Italia e Prof. Paolo Legrenzi Laboratorio di Economia Sperimentale


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E, di conseguenza, che le consulenti-donne sono più capaci di stabilire una relazione con i clienti.

Secondo la psicologia ingenua, detta anche “psicologia popolare”, si ritiene che le donne siano emotivamente e cognitivamente più attrezzate degli uomini a comprendere le altrui emozioni e a essere naturalmente predisposte a destinare attenzioni e a rispondere a richieste di aiuto.

Questo convincimento trova, almeno presso i più, una qualche giustificazione sulla base del presupposto che le donne hanno avuto, più degli uomini, pratiche con una gamma più variegata di relazioni interpersonali.

Si può ipotizzare, seguendo la linea di pensiero di Goleman, che tali differenze dipendano dalle differenti strategie educative tipiche di maschi e femmine nella nostra cultura.

Almeno fino a qualche decennio fa, le donne erano educate all’assunzione di comportamenti coerenti con le differenti situazioni che richiedevano cura (per i futuri figli) e aiuto (per i futuri cari) e assistenza (per le persone bisognose).

Questi aspetti socio-culturali sono spesso assunti a sostegno dell’ipotesi che le donne siano più “empatiche” degli uomini.

In realtà le ricerche mostrano che, oggi come oggi, nel comportamento di uomini e donne in ambito organizzativo non si riscontrano differenze rilevanti.

Si è visto, inoltre, che donne e uomini nelle situazioni in cui sono chiamati a scambi interattivi non mostrano differenze nella capacità di percepire pensieri inespressi degli interlocutori.

E tuttavia l’empatia è ancora ritenuta una differenza critica nella dotazione cognitiva degli uomini e delle donne e quindi ci si aspetta che tale differenza si rifletta in maniera ancor più evidente su misure riportate in compiti volti a misurare l’empatia.

I risultati non sembrano confermare tale opinione.

Studi condotti servendosi di tecniche di neuro-imaging non hanno evidenziato differenze nelle risposte empatiche utilizzando materiale non verbale.

L’aspetto interessante è che, quando si sono trovate differenze tra maschi e femmine nelle prestazioni con compiti utilizzati per misurare l’empatia, si è visto che le donne riportavano punteggi più elevati dei maschi se le istruzioni per eseguire i compiti  esplicitavano che si trattava di prove volte a misurare l’empatia.

Questo conferma che per il senso comune le donne sono più “empatiche”, qualsiasi sia il significato che viene dato a questo termine nell’uso quotidiano.

Si deve concludere che molte delle reazioni emotive manifestate dagli individui potrebbero essere influenzate dagli stereotipi che spesso accompagnano o sono in maniera evidente espressi nelle relazioni interpersonali.

Così ci si può aspettare che manifestazioni tipicamente empatiche si osservano più frequentemente in uno o nell’altro dei generi.

Rueckert, Branch e Doan hanno effettuato un esperimento noto agli addetti ai lavori.

Hanno chiesto a un gruppo di donne e a uno di uomini di esprimere la propria emozione positiva o negativa su una serie di scenari, immaginando che potesse essere accaduto a loro, personalmente, e di dire come si sarebbero sentiti se fossero invece successi a un amico o un nemico.

I risultati mostrano che, nel complesso, le donne si sentivano più felici e tristi degli uomini, sia se l’evento era accaduto a loro, sia se era capitato a un amico o un nemico.

Ciò suggerisce che le differenze di genere nell’empatia auto-riferita possono essere dovute a differenze nella reattività emotiva generale.

Ulteriori ricerche mostrano che i consulenti-uomini vengono considerati più affidabili se si tratta di chiedere consigli “tecnici”, riconducibili a una expertise in temi economici finanziari.

Lo stereotipo vuole che l’economia e la finanza “siano cose da uomini” (stereotipo giustificato dai giudizi e pregiudizi del passato: si consideri per esempio la prevalenza dei premi Nobel in ambito economico a differenza, per esempio, della letteratura).

Questo stereotipo implicito è interessante perché non coglie il punto centrale, e cioè che l’apporto più importante del consulente è proprio in campo emotivo, nella relazione, e non nell’expertise tecnica quasi che il consulente fosse un gestore.

Si tratta di fornire “tranquillità” al cliente, ma non la sicurezza “cieca”, e quindi “sbagliata”, di cui ho parlato nella lezione precedente, quella che dipende dal possedere liquidi e immobili.

E’ bene, al contrario, fornire la tranquillità che deriva da un ampio respiro, dal vedere le cose da lontano, sui tempi lunghi, senza badare al flusso continuo d’informazioni provenienti dai media che non sono vere guide ma soltanto “rumore”.

Farò qui alcuni esempi in questa direzione.

Per più di un anno si è detto che la cosiddetta curva invertita – lo spread tra il rendimento dei Treasuries a 3 mesi e quello a 10 anni (dove questi ultimi hanno un rendimento più basso solo nelle fasi di recessione: 1988, 2001, 2008), spread che da un decennio è in calo (era in calo cioè il differenziale) – segnalava una tendenza che annunciava recessione.

Così nel corso del 2019 molti sono usciti dalle borse temendo questa tendenza negativa e hanno tenuto i soldi liquidi.

Purtroppo dopo il 2018 negativo, che ha indotto molti a un risk-off rapido e violento, i mercati si sono ripresi.

Bastava pazientare, dote tipicamente femminile secondo gli stereotipi maschilisti!

Il vecchio motto “cash is king”, il liquido è re, ha caratterizzato il 2018, ma le persone si sono adeguate nel 2019 preferendo il risk-off con un ritardo sistematico!

Gli italiani attualmente tengono liquidi più di 1.500 miliardi. Per fargli cambiare idea ci voleva forse la calma e la tranquillità “femminili”?!!

Purtroppo la gioia e il dolore si esercitano sui tempi brevi: le persone sono felici se hanno sorriso il giorno prima. Tristi in caso contrario. Quindi dolore e paura agiscono sui tempi brevi e sui tempi brevi innescano il risk-off.

E vi lascio con un messaggio di dolore e speranza: questa notte c’è stata un’alta marea record a Venezia (1,87). Una tragedia.

Fonte: AdvisorWorld.it

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