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Comgest: Opportunità in Asia. I luoghi inesplorati per Comgest

Comgest: Rispetto ai mercati sviluppati, e anche al periodo della crisi finanziaria globale, è ormai un fatto che la regione Asia-Pacifico stia vivendo una crisi “migliore”.

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A cura di Gary Pinge, Gestore del fondo Comgest Growth Asia Pacific (ex Japan) di Comgest e Richard Kaye, Gestore del fondo Comgest Growth Japan di Comgest


L’impatto della politica cinese sulla scelta degli investimenti è da sempre molto forte: la stabilità politica ha agevolato gli investitori nella scelta poiché la traiettoria a lungo termine è molto chiara. Inoltre, il nuovo accordo commerciale tra Paesi asiatici, il Regional Comprehensive Economic Partnership (RCEP), è un’ottima notizia.

Il Giappone mirava da una decina d’anni a un’intesa di questo genere, che gettasse le basi per l’istituzione di una zona di libero scambio poiché ha un’economia fortemente dipendente dal commercio internazionale.

Nelle scelte dei portafogli asiatici (escluso il Giappone) i recenti cambiamenti hanno rafforzato la qualità e aumentato la crescita. Naturalmente non tutte le attività sono risultate immuni alla pandemia. Tuttavia è interessante sfruttare quest’opportunità per rafforzare alcune posizioni in nomi di qualità che hanno subito una battuta d’arresto.

Per esempio, Samsonite ha accusato fortemente il colpo in termini di fatturato a causa dello stop al turismo. Allo stesso modo Maruti Suzuki, operatore dominante nel mercato automobilistico indiano, ha visto un azzeramento delle vendite durante la chiusura, ma la forza del franchise ha presto alimentato un rapido rimbalzo con la fine del lockdown. In questo mercato si tratta di primi acquirenti di auto che riconoscono la solida reputazione di Suzuki, che domina oltre il 50% del mercato e ha una rete di concessionari e di servizi post vendita molto forte.

Sempre in India, l’impatto sul settore finanziario e del credito è osservabile nella performance di Housing Development Finance Corporation (HDFC), leader indiano del credito sostenibile e redditizio. Negli ultimi 10 anni il mercato dei prestiti ha segnato un +19% CAGR contro il +18% CAGR di HDCF. Quando altri player sono stati più aggressivi ha scelto la prudenza, ed è quindi in grado di essere esigente in termini di portafoglio prestiti in tempi difficili. HDFC Bank e HDFC Limited hanno generato il 46% degli utili dei 15 principali istituti di credito bancari e non bancari negli ultimi 5 anni.

Grazie alla qualità del portafoglio prestiti, HDFC e HDFC Bank sono nel nostro universo da molti anni. Al momento, i finanziari possono sembrare un investimento conveniente, anche in ragione della prospettiva di un 2021 che sembra incamminarsi verso il rilancio del value, ma l’allargamento del tema della disruption e la rivoluzione in atto nel fintech sono elementi molto significativi soprattutto nei mercati asiatici. Che si guardi a realtà nel settore finanziario, delle materie prime o automotive il rischio di incappare in trappole di valore non è marginale.

Guardando al Giappone nello specifico, oggi la titolarità di proprietà intellettuale è più importante che mai per la crescita e la sopravvivenza; dunque il focus è sull’innovazione con aziende che salgono sulla catena del valore e dedicano una consistente spesa in R&S. Tra le nuove gemme, emergono Wego, fornitore e leader nazionale di materiali di consumo per uso medico in Cina (siringhe, tubi, sacche); Fuyao Group, il più grande produttore di vetro per auto a livello mondiale; Travelsky, fornitore di sistemi informatici di base con monopolio sulle compagnie aeree e le agenzie di viaggio cinesi.

L’Asia è un mercato estremamente in crescita, e in Giappone molte aziende sono esposte a questa dinamica. Infatti, nelle ultime settimane il mercato nipponico è tornato a un picco massimo di 30 anni proprio in relazione all’apertura e al ritorno all’attività della regione. La crescita del Pil e degli utili aziendali hanno subito osservato un rimbalzo ma tale mercato è anche caratterizzato da trend di crescita secolari che presentano interessanti opportunità legate alla presenza di importanti leader nella crescita interna, la digitalizzazione, l’invecchiamento della popolazione, la globalizzazione dello stile di vita occidentale e il miglioramento della produttività.

Quanto alle aziende leader nei propri mercati di riferimento, Daikin è il più grande produttore al mondo di condizionatori e, ancora, Hamamatsu è titolare di un ricco portafoglio di brevetti nel campo della componentistica ottica per la diagnostica. Inoltre, la struttura demografica giapponese ha indotto uno sviluppo d’avanguardia nel medtech e il mercato cinese rappresenta per queste realtà una grande opportunità di crescita.

Si vedano Sysmex, leader mondiale nell’ematologia grazie a parametri di analisi di qualità superiore, tra cui la velocità e la facilità d’uso dei propri prodotti; e M3, il sito informativo con una penetrazione quasi universale del mercato da parte di professionisti medici giapponesi e monetizzazione attraverso un efficiente marketing farmaceutico e organizzazioni di ricerca clinica in outsourcing per la sperimentazione di farmaci durante la fase di approvazione.

Detto questo, vale la pena sottolineare che gli europei vedono il Giappone come un hub manifatturiero, mentre gli asiatici lo considerano un centro di produzione di stile di vita. Nonostante si trovi alla fine della “Via della Seta” trae e restituisce molto all’Asia in termini di cultura, tecnologia e salute. Il turismo sta esplodendo: il numero di asiatici che visitano Tokyo supera la popolazione locale; o, ancora, il marchio di abbigliamento più venduto da Alibaba è giapponese.

Il tema del “Cool Japan” si rivolge alle esigenze della classe di consumatori emergenti dell’Asia. In questo ambito Uniqlo è in assoluto la società di abbigliamento che ha segnato la crescita maggiore nel mondo, ed il motivo di questa performance è proprio da ricondurre al mercato cinese. I consumi all’interno della regione asiatica rimangono un solido pilastro per le opportunità di investimento di crescita di qualità, visti l’upgrade e la premiumizzazione all’interno delle scelte del consumatore locale, ma sempre con un occhio rivolto a un vantaggio competitivo che sul lungo periodo possa battere storie basate sul value.

Fonte: AdvisorWorld.it

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