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Columbia Threadneedle Investments: Torri, settore manifatturiero e riunioni

Columbia Threadneedle Investments: Torri, settore manifatturiero e riunioni – il 2021 visto dall’universo delle piccole società globali

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A cura di Scott Woods, Portfolio Manager di Columbia Threadneedle Investments


Una delle gioie più grandi di investire nelle società più piccole è la possibilità di incrociare realtà interessanti di cui molti ignorano l’esistenza.

Scopriamo costantemente nuovi concetti appassionanti, che analizziamo insieme ai nostri team regionali dedicati alle società di minori dimensioni, e ne abbiamo acquistate alcune nell’ultimo trimestre. JTOWER fornisce infrastrutture condivise di comunicazione mobile in Giappone alle varie reti mobili del paese. Dopo alcuni mesi di ricerca sulla società, abbiamo constatato con piacere che rispettava i nostri criteri di orientamento alla crescita di qualità nel lungo periodo. Una delle cose interessanti che abbiamo scoperto è che in Giappone non esistono aziende affermate di torri cellulari. Si tratta di aziende che si conformano bene alla nostra idea di vantaggio competitivo sostenibile grazie a barriere di ingresso relativamente elevate, un alto tasso di progresso tecnologico e relazioni integrate con la clientela. Queste sono le ragioni alla base delle nostre posizioni su Cellnex e INWIT in Europa. Ma in Giappone, sono gli operatori mobili che da sempre si occupano di costruire le loro torri per cercare di differenziarsi sul mercato in termini di copertura di rete mobile. Questo utilizzo del capitale non è particolarmente prudente e genera molte ridondanze.

Con la diffusione del 5G, che richiede una maggiore densità di torri rispetto al 4G, il governo giapponese ha imposto una migliore efficienza nel segmento delle torri. L’attività tradizionale di JTOWER riguarda la fornitura di infrastrutture condivise per le comunicazioni mobili in grandi edifici, come le stazioni ferroviarie. Ma i grandi sviluppi settoriali in atto hanno spinto la società a cercare di potenziare la sua rete di torri, con il sostegno della società di telecomunicazioni NTT, che ha acquisito una partecipazione nel suo capitale azionario. I tempi non sono ancora maturi ma l’opportunità di creare una rete di torri principale in Giappone e di convertirla in un’elevata redditività del capitale nel tempo è estremamente interessante: calza a pennello con la nostra filosofia d’investimento.

Un altro esempio è Simpson Manufacturing, che produce connettori strutturali usati nelle abitazioni con telaio in legno negli Stati Uniti. Abbiamo aperto questa posizione all’inizio del 2021 e, secondo noi, Simpson è una perla rara ancora in attesa di essere scoperta dal mercato: domina nel proprio segmento di nicchia – ha conquistato più del 70% della quota di mercato[1] – ma con una copertura analitica molto debole. I suoi prodotti sono decisivi per l’integrità strutturale di una casa e spesso sono approvati da agenzie di valutazione secondo il codice edilizio, il che rappresenta una rigorosa barriera all’ingresso.

Altro elemento importante riguarda il costo di questi connettori: circa 1000 dollari USA, contro il costo medio complessivo della costruzione di un’abitazione, che si aggira sui 450.000 dollari. Un costruttore non ha un grande interesse a passare a qualcosa che potrebbe anche costare il 25% in meno ma che gli imporrebbe di modificare i progetti di costruzione pur continuando a garantire l’aderenza al codice edilizio, soprattutto se si parla di un elemento dal costo relativamente basso ma critico per l’integrità strutturale della casa in costruzione.

Una combinazione di forte fedeltà al marchio (la società lavora a stretto contatto con architetti e ingegneri per assicurare che i suoi prodotti vengano specificamente integrati nei progetti di costruzione), focus progettuale e servizio al cliente ha consentito alla società di guadagnarsi una solida posizione competitiva in questa nicchia di mercato, che le è valsa un consistente potere di determinazione del prezzo. Una delle cose che cerco nelle aziende di elevata qualità è la capacità di aumentare i prezzi in contesti inflazionistici e di conservarli in tempi di deflazione: e questo è esattamente ciò che fa Simpson.

In un portafoglio relativamente concentrato composto dalle idee migliori è inevitabile che alcune posizioni debbano essere vendute. A volte ciò avviene perché scorgiamo un deterioramento in termini di competitività della società, o per via della valutazione, o semplicemente perché la società è cresciuta oltre una soglia limite di 10 miliardi di dollari e ha raggiunto il suo target di prezzo. Nordson è un esempio di quest’ultimo caso. Abbiamo detenuto la società dal 2018. Nordson produce apparecchiature di erogazione di adesivi e, come Simpson, presentava una scarsa copertura analitica, dominava il suo segmento di nicchia e vantava una buona capacità di determinazione del prezzo. La società ha superato la soglia di 10 miliardi di dollari USA l’anno scorso e raggiunto il nostro target di prezzo nel 1° trimestre. A questo punto abbiamo deciso di vendere la posizione.

Il 1° trimestre è stato un altro periodo frenetico in termini di accesso alle società. Il lavoro da casa ha fatto sì che molte più aziende proponessero riunioni, vista la semplicità e la convenienza di poterle tenere virtualmente senza la necessità di viaggiare. Ho presenziato a circa 50 meeting in varie aree geografiche e in vari settori, dai negozi finlandesi di cibo per animali ai raffinati marchi del vino. Uno degli incontri più interessanti è stato quella con il nuovo CEO di Ritchie Brothers Auctioneers, la grande società di vendita all’asta di attrezzature industriali di seconda mano nel mondo. Una sorta di Sotheby’s o Christie’s, solo con gli escavatori al posto dei quadri di Picasso. Da questa riunione ho appreso con interesse l’intenzione della società di migliorare il suo utilizzo dei dati. Chiaramente, dopo anni di attività di vendita di attrezzature industriali usate, la società ha creato un database impareggiabile, e ora sta cercando il modo di monetizzarlo.

Nel 2° trimestre, non cambierà molto per noi. I mercati si sono un po’ agitati ultimamente, con l’ottimismo suscitato dalle riaperture e le aspettative di inflazione che hanno determinato rotazioni di stile e settoriali. Ma noi rimaniamo concentrati sul lungo periodo: deteniamo le 70-90 società con i vantaggi competitivi più consistenti e sostenibili che riusciamo a trovare.

Fonte: AdvisorWorld.it

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