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Columbia Threadneedle Investments: Elezioni UK

Columbia Threadneedle Investments: Quanto ritiene interessante attualmente l’azionario del Regno Unito, in particolare per quanto riguarda valutazioni e prospettive?….

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A cura di James Thorne, gestore azionario UK di Columbia Threadneedle Investments


Crediamo che ci sia una reale opportunità nell’azionario UK. L’asset class offre molto valore rispetto alla sua storia di valutazione a lungo termine e le azioni UK sono scambiate a minimi di 30 anni rispetto al mondo MSCI. Tutto ciò è stato generato dai deflussi che hanno impattato l’azionario del Regno Unito a causa dell’incertezza politica, piuttosto che da utili realmente più deboli – e ciò ha influito sia sulle società nazionali sia su quelle internazionali quotate nel Regno Unito.

Quali implicazioni si aspetta per il mercato azionario UK da uno scenario di soft o hard Brexi?

In entrambi gli scenari il mercato può salire, anche se, in caso di una Hard Brexit, dopo una brusca caduta derivante dallo shock dell’annuncio. Uno scenario di Hard Brexit, sebbene possa essere considerato il più negativo per l’economia britannica a breve termine, probabilmente coinciderebbe con un brusco calo della sterlina ed un conseguente rialzo del FTSE All Share grazie agli ingenti utili provenienti dall’estero. Ritengo che entrambi gli scenari renderebbero in ogni caso più chiaro il futuro del Regno Unito e quindi migliorerebbero i flussi di capitale, in quanto i principali gestori chiuderebbero le loro posizioni shortiste.

Quale probabilità possiamo dare a ciascuno di questi due scenari?

Il Parlamento ha chiarito di non volere una Hard Brexit. E le varie previsioni sulle prossime elezioni rendono meno probabile l’ipotesi di una Hard Brexit non pianificata.

Che ruolo svolgono le elezioni di questa settimana in questo contesto?

Il ruolo delle elezioni è proprio quello di superare l’attuale situazione di stallo in Parlamento. Non è stata raggiunta una maggioranza stabile e i segmenti DUP ed ERG hanno mantenuto troppo potere. Se il governo conservatore riuscisse a ottenere una netta maggioranza, ridurrebbe l’influenza dei loro membri ERG e permetterebbe a Boris Johnson di raggiungere un accordo. Una maggioranza liberal-democratica e laburista Invece finirebbe probabilmente con una Soft Brexit o addirittura con una no- Brexit.

Quali settori potrebbero trarre il massimo beneficio e quali potrebbero essere i più colpiti e perché?

I ciclici domestici legati alla fiducia dei consumatori potrebbero essere i più colpiti in caso di Hard Brexit. Tuttavia, è molto probabile che questo scenario possa scatenare anche un ingente incremento di spesa pubblica, sia fiscale che monetaria. Pertanto, mentre queste stesse imprese potrebbero essere le più colpite dalla brusca caduta iniziale (che si verificherebbe in modo simile a quanto accaduto al momento della pubblicazione del risultato del referendum), sono anche quelle che potrebbero trarre maggiori benefici da questo stimolo.

Ci fa qualche esempio di segmenti azionari che potrebbero essere interessanti?

Credo che, in un mondo a bassa crescita globale, nel mercato UK ci siano oggi molte opportunità nel settore delle piccole e medie imprese. In particolare mi riferisco a società con modelli basati su forti franchising, in grado di investire nei propri business per differenziare chiaramente la propria offerta e conquistare ampie quote di mercato. Un esempio di ciò può essere il mercato UK dell’arredamento cucine (progettazione, produzione e vendita di cucine componibili); un mercato che richiede costi discrezionali. In passato, questo mercato era dominato da attori più grandi, ma poi sono state proprio le imprese più piccole, che hanno investito di continuo per offrire prodotti e servizi sempre migliori, a conquistare più quote di mercato e a crescere di più, pur in un contesto macroeconomico complicato.

Azionario Regno Unito: La terra dimenticata dal tempo

A cura di Richard Colwell, responsabile azioni britanniche di Columbia Threadneedle Investments

Dopo il referendum sulla permanenza nell’UE del 2016, il Regno Unito ha iniziato ad assomigliare sempre più a una terra dimenticata dal tempo. Un’attenuazione del clima d’incertezza sulla Brexit e sulla politica del Regno Unito dovrebbe non solo innescare un immediato rally di mercato, ma anche incoraggiare una rivalutazione più duratura delle società britanniche quotate in Borsa.

Gli indicatori di mercato hanno raggiunto estremi che non si vedevano da diversi decenni. Le valutazioni societarie britanniche presentano una netta biforcazione: un quinto dell’indice FTSE All Share scambia su rapporti P/E prospettici elevati (superiori a 20), mentre più di un terzo offre multipli stracciati (inferiori a 10). Al contempo, in base a un’ampia gamma di parametri valutativi, il Regno Unito ha raggiunto il minimo trentennale rispetto al resto del mondo.

I trend possono durare più di quanto si creda, ma restare in attesa di una maggiore chiarezza è un gioco pericoloso: una volta arrivata, i mercati tendono a muoversi molto velocemente. Il clima di sfiducia nei confronti del Regno Unito non ha colpito solo le società nazionali focalizzate sull’economia interna. A nostro avviso, l’intero mercato britannico offre opportunità, da individuare sia nelle società a vocazione domestica sia in quelle di respiro internazionale. Tutte beneficeranno della rivalutazione dei listini del Regno Unito.

L’evento di spicco del 2020 per le azioni britanniche avrà luogo prima dell’inizio dell’anno: le elezioni generali del 12 dicembre. Un esito inconcludente scongiurerebbe i risultati più estremi temuti dal mercato, ma impedirebbe anche quel dissipamento dell’incertezza necessario ai fini di una rivalutazione delle azioni britanniche.

Fonte: AdvisorWorld.it

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