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Capital Group: Abbonamenti, il business model del futuro

Capital Group: Le imprese basate sugli abbonamenti non sono certo una novità. Gli abbonamenti a quotidiani e riviste sono nati molti anni fa, e gli anni ’70 e ’80 hanno registrato un vero e proprio boom della musica per corrispondenza, con la spedizione agli abbonati di un nuovo album o una nuova cassetta ogni mese……..

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A cura di Alan Berro, Gestore di portafoglio azionario di Capital Group


I modelli di business della vecchia economia – si pensi ad esempio ai costruttori di ascensori che offrono contratti di assistenza a vita o alla strategia di Gillette di regalare i rasoi e vendere le lamette – basati sui ricavi ricorrenti hanno attecchito nelle aziende tecnologiche più all’avanguardia.

Le piattaforme digitali e l’avvento del cloud hanno arricchito il modello degli abbonamenti offrendo alle società più smart e agili tre benefici potenziali: espandere i mercati di riferimento, generare flussi di cassa ripetibili e potenziare la fidelizzazione dei clienti.

Le società che adottano modelli di business basati sugli abbonamenti hanno buone prospettive di crescita e possono beneficiare di una migliore prevedibilità e visibilità degli utili, molto importante per gli investitori di lungo termine.

Capital Group – Le piattaforme mobili e digitali sono state l’epicentro di un cambiamento sismico nel modo in cui le persone “consumano” intrattenimento.

Queste tecnologie hanno contribuito a promuovere il passaggio da una visione televisiva esclusivamente lineare allo streaming di contenuti mediatici on demand.

Non è più necessario aspettare l’ora di inizio di programmi televisivi e film: i consumatori possono ricevere i contenuti sui loro smartphone, tablet e laptop ogni volta che lo desiderano.

Le tecnologie e le infrastrutture disponibili oggi hanno consentito alle società di streaming di crescere a un ritmo incredibilmente rapido.

Il 46% dei consumatori americani intervistati in un sondaggio McKinsey and Company del 2018 risulta abbonato a un servizio di streaming come Netflix, Hulu o YouTube.

Capital Group – A giugno 2019, Netflix ha raggiunto i 60 milioni di abbonati negli Stati Uniti, il triplo del 2011.

A livello mondiale, i sottoscrittori sono circa 150 milioni, sparsi su decine di mercati diversi.

Il panorama competitivo potrebbe nuovamente evolvere tra qualche mese, quando Apple e The Walt Disney Company lanceranno le loro piattaforme.

Tuttavia, i primi entranti potrebbero godere di un vantaggio notevole.

Crediamo che Netflix – ma anche Hulu, YouTube e Amazon – siano diventati sempre più abili nell’utilizzare i dati raccolti per offrire i contenuti giusti alla persona giusta al momento giusto.

In futuro, questa abilità sarà una competenza chiave per avere successo nel settore dello streaming video.

Capital Group – Lo streaming sta cambiando anche il modo in cui ascoltiamo la musica.

Solo qualche anno fa, iTunes ha rivoluzionato l’industria musicale rendendo popolare il download digitale, ma i consumatori si sono già spostati in massa dai download e i CD a servizi come Spotify, Pandora, YouTube e Apple Music.

A fine 2018, i ricavi dello streaming musicale hanno totalizzato la cifra di 7,4 miliardi di dollari, rappresentando più del 75% dei ricavi del mercato musicale digitale statunitense (dati della Recording Industry Association of America).

Se le piattaforme mobili hanno fatto prosperare aziende orientate ai consumatori come Netflix e Amazon, l’avvento del cloud computing ha già creato una domanda esorbitante di servizi software online.

Il cloud è un’imponente rete di server che offre agli utenti accesso remoto all’archiviazione e alla potenza di calcolo attraverso Internet.

In pratica, invece di investire in infrastrutture interne, grazie al cloud le società possono accedere a dati e applicazioni software a costi infinitamente più bassi.

Entro il 2022, la spesa complessiva nel mercato del cloud pubblico potrebbe raggiungere i 331 miliardi di dollari contro i 145 miliardi del 2017, secondo la società di ricerche di mercato Gartner.

Capital Group – Il cloud computing ha già ridotto considerevolmente la spesa infrastrutturale delle aziende e cominciato a trasformare i business model.

Poiché lo spostamento dei carichi di lavoro informatici sul cloud accelererà nei prossimi anni, la domanda dei servizi offerti dagli attuali leader delle infrastrutture cloud, Amazon Web Services e Microsoft Azure, è destinata ad aumentare.

Nell’arco dei prossimi dieci anni, emergeranno notevoli opportunità per le imprese che offrono “software as a service” al settore bancario, farmaceutico e industriale.

Passando dalla vendita di assistenza hardware e software a un modello online basato sugli abbonamenti, molti fornitori di servizi stanno espandendo notevolmente i loro mercati di riferimento.

Ciò sta rivoluzionando i modelli di business preesistenti e sbloccando incredibili opportunità per gli utilizzatori precoci.

Ad esempio, ServiceNow è un fornitore di servizi software in abbonamento per la gestione delle risorse umane, dei centri di assistenza e di altri servizi di supporto IT.

La società si definisce una “digital workflow company” e annovera nella sua base clienti il 42% delle prime 2.000 aziende globali per dimensioni (dati del Future 50 Report 2018 di Fortune).

L’offerta cloud basata sugli abbonamenti ha consentito a ServiceNow di conseguire un elevato tasso di fidelizzazione dei clienti e di accrescere il suo mercato di riferimento.

Molti dei suoi clienti non erano utilizzatori di software.

Nel settore finanziario, la società di enterprise software Temenos Group fornisce servizi software a banche retail, private e locali in tutto il mondo.

La società, con sede a Ginevra, conta più di 3.000 clienti in 150 paesi e sta spostando in misura sempre crescente le sue attività verso un modello di sottoscrizioni basato sul cloud.

Temenos è ben posizionata per accrescere la sua quota della spesa IT sostenuta dalle banche.

Dopo una fusione, infatti, queste società si ritrovano sistemi informatici che non riescono a comunicare tra loro.

Capita spesso, negli incontri con gli istituti bancari, di sentir parlare della necessità di modernizzare l’infrastruttura tecnologica.

Molte banche si abbonano a un fornitore di servizi come Temenos, in grado di offrire una soluzione IT a 360°.

La tendenza crescente delle aziende tecnologiche a premiare gli investitori con distribuzioni regolari di dividendi è dipesa in parte dal passaggio da un modello basato sulle vendite a un modello incentrato su abbonamenti e servizi cloud.

Ne è un esempio lampante Microsoft, il maggior fornitore al mondo di software per computer.

Nel 2011, la società è passata a un modello basato sugli abbonamenti lanciando Office 365, la versione cloud del suo software per la produttività che include Microsoft Word, Excel e PowerPoint.

Inoltre, la sua Azure è uno dei principali fornitori di infrastrutture IT basate sul cloud. Microsoft ha cambiato il suo business model.

Oggi, è un’azienda incentrata principalmente sugli abbonamenti, e la sostenibilità e visibilità dei suoi utili non sono mai state così elevate.

Fonte: AdvisorWorld.it

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