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Cambiamenti profondi e duraturi: un consulente può aiutare.

Cambiamenti profondi e duraturi: solo un consulente ci può aiutare. A partire dalla lezione 307, ho parlato più volte dell’aiuto che ci può dare un consulente, soprattutto nei momenti di grande cambiamento…….


GAM Italia e Prof. Paolo Legrenzi Laboratorio di Economia Sperimentale


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Non di cambiamenti a breve, erratici, ma di quei punti di svolta che si trasformano in punti di non ritorno e cambiano gli scenari del passato.

Se non riusciamo adottare questa prospettiva, se siamo lasciati soli, allora spesso siamo condannati a ripetere gli errori del passato.

Già nel mio libro del 2006 avevo riportato una tabella, faticosamente ricostruita con l’aiuto di Assogestioni, in cui mostravo che l’asimmetria tra il dolore delle perdite e la minore gioia di equivalenti guadagni induceva i risparmiatori a uscire ed entrare dai fondi azionari distribuiti in Italia usando lo specchietto retrovisore: se il dolore delle perdite si era appena verificato, allora gli investitori uscivano dai mercati azionari, spesso alla vigilia di rialzi.

Oggi possiamo vedere che la medesima tendenza si verifica inesorabilmente anche in mercati dove avremmo potuto forse supporre che agiscano investitori più preparati, come nel caso degli Stati Uniti.

E’ molto difficile imparare ad auto-correggersi perché l’asimmetria in questione è molto radicata e non spiega solo i comportamenti economici ma anche gli stati d’animo di natura affettiva. Inoltre la nostra memoria è colpita solo dai casi singoli e ogni scenario appare a se stante.

Come sempre, l’ampiezza della finestra temporale utilizzata per valutare e giudicare ha molta importanza.

La tabella precedente raggruppa su vent’anni molti intervalli brevi e successivi che, agli occhi degli investitori, sono tali perché i risparmiatori usano una finestra temporale troppo corta creando cicli brevi e ripetitivi in cui ricascano sempre nei medesimi errori.

La somma dei comportamenti attuati in questi intervalli corti produce l’effetto sub-ottimale aggregato visibile nel ventennio.

Sono i cali, dovuti agli andamenti del mercato osservati sul breve, che accentuano il dolore delle perdite. All’inizio del 2019 la crescita sembra molto rallentata rispetto a un anno prima.

E tuttavia, ancora una volta, se allarghiamo la prospettiva temporale a un ventennio, il recente calo della crescita economica è meno impressionante e, soprattutto, meno pauroso.

Si noti inoltre che le cose sui tempi lunghi sono abbastanza prevedibili: gli indici cascano sempre all’interno della fascia bianca delle previsioni.

Il ruolo principale del consulente è cercare di ridurre, se non annullare, questa tendenza perniciosa ad agire in base ai cambiamenti a breve termine, tendenza che deriva da spazi-tempi troppo circoscritti.

Ma, nell’ultimo decennio, oltre a correggere questo errore ricorrente, il consulente può indirizzare l’attenzione dei risparmiatori sui cambiamenti di fondo, cambiamenti che sembrano tradursi in punti di non ritorno o, almeno, in tendenze non di breve periodo.

Il più importante cambiamento di scenario riguarda i modi con cui le banche centrali hanno affrontato la crisi e che gradualmente ci stanno facendo uscire dalla crisi.

Malgrado il deficit crescente, contrariamente alle attese di molti esperti che valutavano i futuro alla luce del passato, il livello dei tassi e il rendimento del reddito fisso non sono cresciuti determinando, per contrasto, una crescita molte forte delle azioni.

Fonte: AdvisorWorld.it

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