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Benetazzo: Il capitale culturale

Una mitica sera di quindici anni mi trovavo a cena con alcuni amici di infanzia. La crisi finanziaria non si era ancora manifestata, la crisi immigratoria manco si sapeva che cosa fosse e soprattutto nessuno pensava che le due banche popolari venete sarebbero collassate nel giro di appena un decennio………

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Autore: Eugenio Benettazzo


All’epoca non avevo nessun seguito mediatico a livello professionale, né tanto meno avevo mai immaginato che lo avrei avuto negli anni successivi.

Avevo intrapreso la folle strada (secondo alcuni) del trading online ormai da qualche anno, con la denigrazione praticamente di tutti, dopo aver terminato il tirocinio professionale per l’abilitazione del dottore commercialista.

Ricordo ancora con molta nostalgia quella serata, perchè, senza che me lo aspettassi, da allora cambiò il corso della mia vita.

Durante il conviviale con i miei coetanei spiegavo loro quelle che fossero le mie convinzioni sull’andamento dei mercati finanziari, delle dinamiche del mercato immobiliare residenziale a fronte del credito facile che caratterizzava quell’epoca e soprattutto i rischi di vulnerabilità che aveva ormai l’economia mondiale a fronte dell’ingresso della Cina nel WTO oltre al copioso ricorso agli strumenti derivati in tutto il mondo.

Chi era a tavola con me faceva tutt’altro di mestiere nella vita, ma dimostrava interesse più che altro per possibili conseguenze che avrebbero potuto colpire il proprio patrimonio finanziario.

Appena dopo aver saldato il conto al ristorante, mentre ci stavamo per congedare alla porta di ingresso, mi si avvicina con un aria titubante un signore distinto di circa sessantanni che mi chiede se sarei stato disposto a divulgare con maggior dovizia di particolari quanto aveva avuto modo di ascoltare furtivamente, essendosi trovato per caso nel tavolo antistante il nostro.

Dopo i primi momenti di mia soggezione, faccio presente che non sono un docente e ne tanto meno un divulgatore, semplicemente stavo spiegando alcune mie convinzioni sull’economia ad amici di infanzia.

La persona in questione a quel punto si presenta come il presidente di una associazione culturale di Vicenza ed insiste per avermi come suo ospite durante una serata di approfondimento su temi economici riservata ai soli iscritti della sua associazione.

Per farla breve, dopo qualche settimana, il tutto viene organizzato ed alla fine la mia prima presentazione in pubblico viene particolarmente apprezzata, nonostante avessi proiettato il materiale di supporto all’esposizione addirittura con una obsoleta lavagna luminosa per lucidi.

Rammento che alla fine di quella mia primitiva sessione di informazione finanziaria, uno dei partecipanti (che ora è un noto personaggio della politica italiana) mi chiese, apprendendo con stupore che non avevo mai pubblicato nessuna opera letteraria, perchè non avessi pensato di mettere per iscritto tutto quello che avevo rappresentato durante la serata in modo da poter rendere consultabile il tutto anche in un secondo momento.

Che cosa ? Scrivere un libro ? Proprio io che ai tempi del liceo venni rimandato per due anni consecutivi in letteratura italiana proprio perchè ritenuto incapace di scrivere decorosamente ?

Successivamente a quel primo evento mediatico (chiamiamolo cosi), ne seguirono alcuni altri a distanza di qualche mese, più che altro grazie al passaparola tra associazioni culturali, unitamente ad alcune interviste radiofoniche decisamente fuori dal coro all’epoca.

Alla fine dopo l’ennesimo incitamento a scrivere un fatidico libro (non di certo per il supporto della partner femminile con cui mi frequentavo allora) accettai la sfida e dopo qualche mese di inteso travaglio intellettuale verso la fine del 2015 nacque Duri e Puri, Aspettando un nuovo 1929, il quale con mia grande sorpresa si trasformò in pochi mesi in uno dei migliori long seller italiani nella sezione della saggistica economica. Da lì in poi è stato un progressivo cambio di marcia su tutto.

Negli anni a seguire ho scritto da solo ed anche in compagnia di due noti telegiornalisti italiani, David Parenzo e Gianluca Versace, numerosi altri pamphlet alcuni dei quali sono diventati anch’essi best seller nazionali come Bancarotta e Neurolandia.

Lo stimolo a scrivere me lo ha sempre dato chi mi segue da tempo ed apprezza la gran parte delle analisi economiche che vengono formulate e divulgate tramite il mio sito professionale o il mio canale video su YouTube.

Sono infatti proprio i ringraziamenti dei lettori che ti trasmettono la maggior soddisfazione professionale per il fatto di averli aiutati a proteggere i loro risparmi da banche & company.

Molti di loro, soprattutto genitori con figli ancora adolescenti, mi hanno scritto in più riprese chiedendomi se avessi mai pensato ad un’opera letteraria che raccogliesse gli editoriali pubblicati in questi ultimi tre anni, in particolar modo quelli più graditi e coinvolgenti, in modo da sottoporlo alla lettura ai propri figli.

Il nuovo pamphlet uscito ad inizio di questa settimana – Il Capitale Culturale – è stato concepito proprio per soddisfare questa esigenza, vale a dire fornire un saggio economico suddiviso in sette aree tematiche che permette di comprendere le grandi trasformazioni in atto nella nostra epoca, tanto per la società quanto nell’economia.

Lo consiglio vivamente anche a tutti quelli che desiderano apprendere non che mondo li aspetta, ma che cosa il mondo si aspetta da loro.

Con il rischio di essere tacciato di autoreferenzialità lo considero il miglior libro che abbia mai scritto in senso assoluto, per la dovizia dei particolari e per l’architettura espositiva dell’opera che rende ogni argomento interconnesso alle seguenti aree tematiche: globalizzazione, mercati finanziari, digital economy, immigrazione, mondo del lavoro, tecnologia ed evoluzione sociale.

Buona lettura e grazie a tutti per il vostro prezioso supporto e conforto in tutti questi ultimi anni.

Autore: Eugeniobenetazzo.com

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