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Banca Generali: Risultati preliminari al 31 dicembre 2016

Crescita e solidità ai massimi nel 2016…..

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Gian Maria Mossa


– Raccolta netta 2016: €5.667 mln (+22%) – Masse totali a €47,5 mld (+14%) – CET 1 ratio al 16,7% (+240 bps), Total Capital ratio al 18,4% (+250 bps) Salgono i risultati ricorrenti nonostante la volatilità dei mercati

– Management fees a €492,3 mln – Utile netto 4° trimestre €37,3 mln – Utile netto 2016 a €155,9 milioni – Costi operativi a €182,3 milioni Il CDA propone un DPS pari a €1,07

Il Consiglio di Amministrazione di Banca Generali, riunitosi sotto la presidenza di Giancarlo Fancel, ha esaminato i risultati preliminari consolidati al 31 dicembre 2016.

Il Direttore Generale di Banca Generali, Gian Maria Mossa, ha commentato: “Risultati di grande soddisfazione che esprimono leadership nel settore e qualità negli importanti indicatori che misurano il nostro business come le voci ricorrenti. In un anno complesso e caratterizzato da criticità per il sistema finanziario siamo stati in grado di distinguerci per solidità nel percorso di crescita e per capacità di generare utili anche in contesti di mercato sfidanti. La strategia orientata a prodotti e soluzioni su misura valorizza le competenze dei nostri consulenti, come si evince dal forte contributo alla raccolta dalla struttura esistente. Le novità in cantiere per quest’anno rafforzano poi il nostro posizionamento esclusivo di banca private al servizio delle famiglie, ponendoci nelle migliori condizioni per cogliere le interessanti opportunità dei prossimi mesi”.

Principali risultati economici consolidati al 31 dicembre 2016

I risultati dell’esercizio 2016 di Banca Generali evidenziano capacità di crescita ed efficienza operativa anche in contesti di mercati meno favorevoli rispetto all’esercizio precedente. Le incognite politico-economiche e le pressioni sulle banche commerciali hanno avuto effetti anche sul mondo delle reti che, dopo anni di forte sviluppo, ha mostrato segnali di stabilizzazione nel suo complesso. Banca Generali ha saputo distinguersi in questo panorama non solo per l’espansione commerciale, con un’accelerazione a doppia cifra nella raccolta (+22% a €5,7 miliardi) e nelle masse (+14% a 47,5 miliardi), ma anche per la modalità in cui è maturata: ovvero rafforzando la solidità patrimoniale (+240 punti base per CET 1 ratio al 16,7% e +250 punti base per il Total Capital ratio al 18,4%) verso nuovi picchi.

Lo sviluppo dell’attività verso la clientela e l’efficientamento operativo sono progressivamente migliorati consentendo nel quarto trimestre di registrare utili per €37,3 milioni, sul medesimo livello dello scorso anno che però aveva dalla sua il contributo straordinario di elevate performance fees. Anche il risultato complessivo dei 12 mesi ha mostrato lo stesso trend registrando profitti per €155,9 milioni (contro i €203,6 milioni del 2015 che contavano su €60 milioni in più di performance fees). L’utile tiene inoltre conto degli oneri – €8,2 milioni – legati alla partecipazione ai fondi BRRD e FITD per il salvataggio del sistema bancario.

Guardando nel dettaglio alle principali voci di bilancio si segnala il balzo in avanti del 7% delle commissioni di gestione (€492 milioni) a conferma della qualità del modello di business e della capacità di sviluppo delle attività ricorrenti che possono contare su margini stabili e masse in espansione. Le commissioni di gestione proseguono ormai da 20 trimestri consecutivi (dal quarto trimestre 2011) un cammino ininterrotto di crescita. Il margine di intermediazione s’è attestato invece a €402,8 milioni contro i €465,9 milioni dello scorso esercizio che avevano beneficiato delle già citate commissioni di performance straordinariamente favorevoli nei primi mesi del 2015.

Anche il margine d’interesse ha fatto i conti col minore apporto di voci esogene, solo €0,9 milioni di contributo dall’operazione di LTRO/TLTRO contro i €3,1 milioni dello scorso esercizio, risultando pari a €58,7 milioni (€66,2 milioni nel 2015). Sono tuttavia saliti enormemente gli impieghi fruttiferi della clientela (€7,0 miliardi, +35% a/a) controbilanciando in parte la tendenziale riduzione dei rendimenti obbligazionari. Il portafoglio di investimenti della banca si conferma sempre prudente con una prevalenza di bond governativi con duration corte (2,1 anni di media).

Il forte orientamento all’innovazione nei progetti di sviluppo e la riorganizzazione aziendale della scorsa primavera non hanno impattato i costi cresciuti infatti in linea con le attese (€182,3 milioni, +3,8%). Nell’analisi complessiva l’incidenza dei costi risulta in ulteriore diminuzione nel confronto con le masse totali (0,37% rispetto allo 0,40% dello scorso esercizio) a conferma dell’attenta e disciplinata gestione. Il cost/income ratio si conferma su livelli di eccellenza nel settore al 43,8%.

Il totale dell’attivo del gruppo Banca Generali al 31 dicembre 2016 è aumentato del 36,6% a €8.357 milioni, grazie all’acquisizione di nuova clientela. L’attività di finanziamento promosse dalla BCE (TLTRO) hanno contribuito per €400 milioni.

Il patrimonio netto consolidato a fine 2016 è aumentato ulteriormente a €646,4 milioni (rispetto ai €636,8 milioni di fine 2015). Il livello di patrimonio consente al Consiglio di Amministrazione di proporre alla prossima assemblea la distribuzione di un dividendo per azione pari a €1,07 con rendimento implicito del 4,6% ai prezzi di chiusura dell’8 febbraio.

La solidità della banca risulta dunque ulteriore rafforzata rispetto all’anno prima. Il CET 1 ratio su base transitional si attesta al 16,7% (+240 bps nell’anno) mentre il Total Capital ratio su base transitional al 18,4% (+250 bps nell’anno). L’eccedenza di capitale su base transitional rispetto ai requisiti regolamentari si è attestato a €262 milioni (+22%), pari al 57% del totale dei Fondi Propri secondo le indicazioni di Basilea 3.

I ratios patrimoniali si attestano su livelli ampiamente superiori ai requisiti specifici fissati per la società da Bankitalia (Cet 1 ratio al 7% e Total Capital Ratio al 10,4%, come minimo richiesto dal periodico processo di revisione e valutazione prudenziale: SREP).

Risultati economici consolidati del 4° trimestre 2016

Il quarto trimestre 2016 ha registrano un utile di €37,3 milioni in linea con quello dell’esercizio precedente nonostante la sensibile riduzione della componente legata alle commissioni variabili (performance fees) passate dai €26,9 milioni dello scorso esercizio ai €14,5 milioni dell’attuale.

Migliorano ancora le commissioni ricorrenti, ed in particolare quelle di gestione (€130,0 milioni, +9,5% a/a e +4% rispetto al trimestre precedente).  

I costi operativi hanno subito una sensibile contrazione a €43,7 milioni (-17,4%). Il dato ha risentito di una diversa contabilizzazione dei contributi versati per i fondi BRRD e FITD nel corso dell’anno. Anche al netto di questa componente, i costi mostrano una sensibile contrazione in valore assoluto a €39,6 milioni (-10% a/a).

Raccolta netta e Masse totali in gestione e amministrazione

Nel 2016 Banca Generali ha realizzato il suo migliore risultato di sempre sul fronte della raccolta netta che è stata pari a €5.677 milioni (+22% a/a). Il dato si confronta con un calo del 5% del comparto di riferimento -Assoreti- rispetto all’esercizio precedente (al netto del contributo di Banca Generali).

Dopo un inizio d’anno condizionato dalla difficile partenza dei mercati finanziari, il mix della raccolta si è progressivamente indirizzato verso soluzioni gestite, premiando in particolare gli innovativi prodotti “contenitore”, BG Stile Libero e BG Solutions, che hanno raccolto €1.285 milioni e €1.344 milioni rispettivamente (66% dei prodotti gestiti e assicurativi e 46% della raccolta complessiva). In aumento anche la raccolta in prodotti amministrati che riflette l’appeal verso la nuova clientela. Sono risultate invece in progressivo calo nel corso dell’anno, in linea alle attese e alla discesa dei tassi, le soluzioni assicurative tradizionali.

Il trend positivo nella raccolta prosegue in queste prime settimane del 2017 con gennaio che ha registrato nuovi flussi per €460 milioni, di cui €353 milioni nelle soluzioni contenitore BG Stile Libero (€116 milioni) e BG Solution (€237 milioni). La componente gestita è risultata il 69% del totale (nel gennaio 2016 era stato il 20% del totale), migliorando ulteriormente il già ottimo dato medio del 2016 (59%).

Le masse gestite e amministrate a fine 2016 sono cresciute del 14% a €47,5 miliardi, confermando un’accelerazione rispetto alla media di sviluppo dell’ultimo decennio (+8,7% all’anno). L’incidenza della componente gestita si è mantenuta al 76% del totale pari a €36,1miliardi (+13% a/a)

Prevedibile evoluzione della gestione

Le variabili che influiscono sui mercati, come gli appuntamenti elettorali in Europa, il cambio di politiche economiche negli Stati Uniti e le mosse delle banche centrali di fronte alle paventate prospettive di inflazione, invitano alla prudenza e ad un’attenta cura degli investimenti. Crediamo poi che l’avversione al rischio che ha contraddistinto il sistema bancario italiano negli ultimi mesi possa gradualmente diminuire lasciando spazio ad un ritorno di fiducia tra i risparmiatori, a beneficio delle crescenti opportunità nella pianificazione patrimoniale. In questo contesto vediamo prospettive molto positive per la consulenza qualificata di Banca Generali che può contare non solo su una gamma versatile e flessibile di soluzioni a tutela del risparmio, ma anche su una rosa di strumenti esclusivi per contenere i rischi impliciti ed espliciti per i portafogli. Alle specializzazioni ancor più marcate nelle gestioni “alternative” per la clientela qualificata si aggiungono le possibilità offerte dal nuovo contratto di consulenza evoluta che sta riscontrando forte interesse tra i professionisti di elevato standing e le famiglie dalle esigenze più complesse. I segnali dalle prime settimane del 2017 confermano il trend d’accelerazione della banca tra le reti e nel mondo private.

 

Fonte: AdvisorWorld.it

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