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Audizione dei rappresentanti Assofinance in Senato

GIORNALI 32

BENINI CARRADORI e FADEL di IFAConsulting  in rappresentanza di ASSOFINANCE, sono stati uditi il 6 maggio u.s. presso la Commissione presieduta dal sen. MARIO BALDASSARRI in merito all’Indagine conoscitiva sulla diffusione degli strumenti derivati nella P.A. Molte le domande poste dai membri di Commissione e puntuali le risposte fornite anche a precisazione di alcune inesattezze rilevate in alcune delle audizioni precedenti. Depositata una memoria che riassumeva le criticità rilevate in circa sette anni di esperienze con diversi elementi di novità

Il presidente FERRARA introduce l’audizione dei rappresentanti dell’ASSOFINANCE.

La dottoressa PUDDU sottolinea che l’esigenza di poter disporre di consulenti finanziari indipendenti discende dalla necessità di tutela del risparmio privato.

Nel far riferimento al crescente grado di complessità dei prodotti finanziari offerti, sottolinea che il problema della asimmetria informativa a sfavore del cliente, privato o pubblico, richiede la messa a disposizione di competenze tecniche specifiche.

Il dottor BENINI dà compiutamente conto dell’esperienza e dell’attività di studio svolte negli ultimi anni dall’ASSOFINANCE, ponendo in risalto le numerose criticità del processo che ha portato a un’eccessiva diffusione di strumenti derivati presso le pubbliche amministrazioni e un’ampia platea di risparmiatori.

Sottolinea dunque l’esigenza di una corretta quantificazione del volume di debito contratto dagli enti locali, che richiede l’adozione di una prospettiva di carattere interdisciplinare e di strumenti e modelli matematici particolarmente sofisticati per verificare la sostenibilità finanziaria, anche in una prospettiva di lungo periodo, dei contratti in essere.

Il dottor FADEL pone l’accento sull’esigenza di promuovere la cultura finanziaria degli investitori e degli amministratori pubblici, per consentire una piena comprensione delle caratteristiche di rischio delle singole tipologie contrattuali esistenti.

Rileva quindi che le norme in materia di prodotti finanziari risultano molto spesso aggirate dall’elaborazione di meccanismi contrattuali sempre più complessi, non riuscendo a garantire un sufficiente livello di tutela dei risparmiatori. In tale contesto, appare infatti velleitario imporre obblighi di salvaguardia degli interessi del cliente in capo agli intermediari che sono controparte del contratto.

Svolge conclusivamente le proprie considerazioni sulle operazioni in derivati che numerosi enti locali hanno compiuto per finalità di ristrutturazione del loro debito, assumendo però su di sé un elevato rischio finanziario.

Il dottor CARRADORI rimarca la presenza di dati oscillanti sul volume complessivo dei derivati, che non consente di verificare l’esatta esposizione delle pubbliche amministrazioni nei confronti delle banche. Tale verifica sarebbe infatti fondamentale per valutare le conseguenze delle operazioni compiute sul debito complessivo degli enti locali.

Seguono quindi i quesiti dei senatori.

La senatrice BONFRISCO (PdL) chiede di poter disporre di una più precisa valutazione degli utili delle banche controparti sui contratti derivati nonché del profitto derivante dalle commissioni occulte percepite dagli stessi intermediari.

La senatrice LEDDI (PD) domanda delucidazioni in merito al numero complessivo dei comuni coinvolti in operazioni su derivati e ritiene altresì dar conto delle iniziative intraprese per la chiusura o la ristrutturazione dei contratti in essere.

Il senatore LANNUTTI (IdV), a fronte di dati oscillanti sull’esposizione complessiva degli enti locali, ritiene fondamentale quantificare il volume totale dei derivati in essere.

Il dottor BENINI, nel rispondere ai quesiti posti, evidenzia gli errori metodologici che inficiano i risultati a cui sono pervenuti alcuni soggetti istituzionali e che sono stati illustrati alla Commissione nel corso delle precedenti audizioni.

Descrive quindi gli strumenti e le modalità operative che consentirebbero di verificare l’ammontare complessivo dei debiti assunti dagli enti locali attraverso la stipula di contratti derivati: oltre a fare riferimento al bollettino mensile della Banca d’Italia, che si basa sui dati della centrale rischi, osserva che sarebbe possibile verificare tali dati attraverso la predisposizione di un apposito questionario da parte della Corte dei conti da sottoporre alle singole amministrazioni pubbliche.

Fornisce infine alcuni ragguagli al senatore BARBOLINI (PD) sui questionari predisposti dall’ASSOFINANCE.

Il presidente FERRARA dichiara quindi conclusa l’audizione.

Audizione 6 maggio 2009

Fonte: Assofinance

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