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Eccellente performance commerciale, con € 2,5 miliardi di raccolta netta totale, in aumento del 6% nonostante il contesto di mercato meno favorevole rispetto al primo trimestre del 2017......


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Paolo Molesini, Amministratore Delegato e Direttore Generale di Fideuram – Intesa Sanpaolo Private Banking


utile netto consolidato sale a  239 milioni (+7%) sostenuto dalla solida crescita delle commissioni ricorrenti (+7%), la cui incidenza sul totale delle commissioni nette supera il 93%

Elevata solidita’ patrimoniale, largamente al di sopra dei requisiti normativi: common equity tier 1 ratio al 16,8%.

I principali risultati di Fideuram – Intesa Sanpaolo Private Banking al 31 marzo 2018:

- Totale delle masse amministrate si attesta a € 213,8 miliardi, sostanzialmente in linea con il 31 dicembre 2017 (€ 214,2 miliardi) e in aumento del 5% rispetto al 31 marzo 2017 (€ 202,9 miliardi) 

- Raccolta netta totale a € 2,5 miliardi (€ 2,3 miliardi nel primo trimestre 2017, +6%)

- Numero complessivo dei private banker oltrepassa quota seimila, attestandosi a 6.017, in aumento di 67 unità rispetto al 31 dicembre 2017    

- Commissioni nette crescono a € 432 milioni (€ 409 milioni nel primo trimestre 2017, +6%)

- Cost/Income ratio al 28%, in linea con i livelli di eccellenza del primo trimestre 2017 

- Utile netto consolidato sale a € 239 milioni (€ 223 milioni nel primo trimestre 2017, +7%)

- Grande solidità patrimoniale, ampiamente al di sopra dei requisiti normativi: Common Equity Tier 1 ratio al 16,8%

Il Consiglio di Amministrazione di Fideuram – Intesa Sanpaolo Private Banking (Gruppo Intesa Sanpaolo), presieduto da Paolo Grandi, ha approvato il Resoconto Intermedio di Gestione Consolidato al 31 marzo 2018. 

Alla fine di marzo 2018 le masse amministrate dal Gruppo Fideuram – Intesa Sanpaolo Private Banking erano pari a € 213,8 miliardi, sostanzialmente in linea con il 31 dicembre 2017 (€ 214,2 miliardi) e in crescita di circa € 11 miliardi (+5%) rispetto al 31 marzo 2017 (€ 202,9 miliardi). L’evoluzione delle masse rispetto alla fine del 2017 è dovuta, da un lato, all’effetto mercato che nei primi tre mesi dell’anno ha inciso negativamente sui patrimoni (-€ 2,9 miliardi), dall’altro, all’ottimo andamento della raccolta netta (+€ 2,5 miliardi) che ha quasi interamente compensato il suddetto effetto negativo. L’analisi per aggregati evidenzia come la componente di risparmio gestito, pari a € 150,5 miliardi, rappresenti oltre 70% delle masse amministrate.

 Al 31 marzo 2018 le masse amministrate in regime di consulenza a pagamento ammontavano a € 38,6 miliardi, pari a oltre 18% delle masse totali. 

 Nel primo trimestre 2018 l’attività commerciale ha registrato una raccolta netta di € 2,5 miliardi, in crescita del 6% rispetto all’analogo periodo del 2017 nonostante un contesto di mercato decisamente meno favorevole. L’analisi per aggregati mostra che la raccolta netta di risparmio gestito si è attestata a € 1,6 miliardi (€ 3,4 miliardi nel primo trimestre del 2017) mentre quella di risparmio amministrato è risultata pari a circa € 0,9 miliardi (negativa per € 1,1 miliardi nel primo trimestre 2017), riflettendo un orientamento più conservativo di parte dei flussi di risparmio. 

 Al 31 marzo 2018 il numero complessivo dei private banker delle Reti ha oltrepassato quota seimila, attestandosi a 6.017 (+67 unità rispetto al 31 dicembre 2017), con un portafoglio medio pro-capite pari a circa € 36 milioni. 

 L’analisi dei principali aggregati del Conto Economico evidenzia che, nel primo trimestre dell’esercizio in corso, le commissioni nette sono risultate pari a € 432 milioni, in aumento del 6% rispetto al saldo di € 409 milioni del primo trimestre 2017. Le commissioni nette ricorrenti, componente predominante (oltre 93%) del margine commissionale, sono risultate pari a € 402 milioni, in crescita del 7% rispetto all’analogo trimestre del 2017. Tale andamento riflette principalmente la crescita delle masse medie di risparmio gestito, passate da € 138,4 miliardi nel primo trimestre 2017 a € 151,4 miliardi nei primi tre mesi dell’esercizio in corso (+9%). Nel primo trimestre 2018, così come nel primo del 2017, il margine commissionale non ha beneficiato di alcun contributo riveniente da commissioni di performance.

 Le spese di funzionamento, pari a € 136 milioni, sono aumentate di € 8 milioni rispetto al corrispondente periodo dell’anno scorso (€ 128 milioni). L’analisi di dettaglio evidenzia che le spese del personale, pari a € 81 milioni, hanno registrato un incremento di € 7 milioni legato principalmente al rafforzamento dell’organico (+174 risorse) soprattutto nell’area commerciale. Le altre spese amministrative, pari a € 53 milioni, sono aumentate di € 3 milioni essenzialmente per la crescita delle spese informatiche e dei costi per servizi resi da terzi. Le rettifiche di valore nette su attività materiali e immateriali sono diminuite di € 2 milioni.

 Il Cost/Income ratio è risultato pari a 28%, in linea con l’eccellente livello già registrato nel primo trimestre del 2017.  

 L’utile netto consolidato si è attestato € 239 milioni, in crescita di € 16 milioni (+7%) rispetto al primo trimestre del 2017.

I coefficienti patrimoniali consolidati di Fideuram – Intesa Sanpaolo Private Banking, calcolati in base alle regole di Basilea 3, si confermano ampiamente al di sopra dei livelli minimi richiesti dalla normativa. In particolare, al 31 marzo 2018 il Common Equity Tier 1 ratio è risultato pari a 16,8%.

 Paolo Molesini, Amministratore Delegato e Direttore Generale di Fideuram – Intesa Sanpaolo Private Banking, ha dichiarato:

  “Dopo un 2017 di assoluta eccellenza, che ha rappresentato l’anno migliore nella storia della nostra società, abbiamo iniziato il 2018 con risultati in ulteriore crescita. Anche nel primo trimestre dell’anno tutti gli indicatori evidenziano la qualità del lavoro svolto dai nostri private banker, l’attenzione verso una clientela sempre più esigente ed un modello di servizio vincente, in grado di affrontare qualsiasi condizione di mercato. Solidità patrimoniale, efficienza gestionale, qualità della gestione finanziaria e dinamismo commerciale continuano a caratterizzare le nostre performance, insieme alla nostra attrattività verso i migliori professionisti della consulenza: infatti superiamo, per la prima volta, la soglia dei 6.000 private banker. L’attività estera, rilanciata dall’acquisizione di Banque Morval, rappresenta ora la nostra ulteriore sfida”.

Fonte: AdvisorWorld.it

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