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Asset Allocation: Crescita senza stimoli da parte delle banche centrali?

34 CLESSIDRA

Le discussioni sulla fine dello stimolo monetario svolgono un ruolo importante, ma è ancora troppo presto per variazioni tattiche della strategia d’investimento di ampia portata. L’orientamento della politica monetaria non dovrebbe infatti subire variazioni fino a quando non si avrà una crescita economica. Le valutazioni relative depongono a favore di una sostanziale esposizione azionaria. R. Hintermann… 

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Strategia d’investimento Highlights Luglio 2013 – Swiss & Global Asset Management 


I recenti dati economici non hanno riservato alcuna sorpresa di rilievo. La crescita mondiale resta moderata. Negli Stati Uniti la situazione si è confermata migliore che in Europa, anche se i dati statunitensi hanno lievemente deluso le aspettative. In Europa, gli indici dei responsabili degli acquisti hanno peraltro indicato un leggero miglioramento nel secondo semestre.

«Condizioni imprescindibili per un mutamento di corso della banca centrale  sono il proseguimento della dinamica congiunturale e l’aumento dell’occupazione.» Reto Hintermann, gestore di portafoglio

In assenza di impulsi congiunturali, la politica monetaria delle banche centrali resta il tema dominante sui mercati finanziari. Il recente rialzo del comparto azionario è attribuibile in larga misura alla liquidità. Aumentano le speculazioni sulle conseguenze di un imminente abbandono del corso monetario estremamente espansivo delle banche centrali, mentre tra gli operatori cresce l’insicurezza.

Nessun significativo aumento a breve dei tassi
Negli ultimi anni i tassi sono stati tenuti artificialmente bassi, con conseguente aumento delle valutazioni di tutti gli asset. È pertanto legittimo esaminare le ripercussioni della fine di tale politica, anche se è ancora prematuro trarne drastiche modifiche della strategia d’investimento.
Nel corso della riunione di giugno la banca centrale statunitense ha confermato di voler al momento continuare a effettuare acquisti obbligazionari per USD 85 miliardi al mese. Tali acquisti potrebbero essere ridotti nei prossimi mesi del 2013 se i dati congiunturali soddisferanno le aspettative. Condizioni imprescindibili per un mutamento di corso della banca centrale sono il proseguimento della dinamica congiunturale e l’aumento dell’occupazione. Cosa comporterebbe in questo caso una tale riduzione? L’incidenza sull’economia sarebbe contenuta, in quanto controbilanciata dall’espansione economica. La crescita del bilancio della banca centrale rallenterebbe, ma la massa monetaria non diminuirebbe e anche i tassi a breve rimarrebbero in un primo momento ai minimi storici. In un’ottica globale va inoltre tenuta presente anche l’attività delle altre banche centrali. La Bank of Japan prevede di espandere la massa monetaria fino a un massimo di circa JPY 70.000 miliardi all’anno, per raggiungere il target d’inflazione del 2%. Tale cifra corrisponde a un contributo mensile di USD 60 miliardi. La Bank of England potrebbe continuare ad attuare misure di allentamento quantitativo e in Europa restano margini per un ulteriore taglio dei tassi.
Le valutazioni relative depongono a favore delle azioni
Nel complesso ci attendiamo anche in futuro un sufficiente apporto di liquidità e confermiamo le nostre stime sull’attrattiva relativa delle singole categorie d’investimento. Considerazioni legate alle valutazioni ci inducono a preferire le azioni agli investimenti a reddito fisso, pur attendendoci a breve un andamento laterale dei tassi. Il rialzo dei rendimenti ha causato un nuovo irripidimento della curva dei rendimenti. Nell’area del dollaro USA il differenziale di rendimento tra le obbligazioni a due e a dieci anni è ad esempio pari al 2%. In passato tali valori hanno spinto gli investitori a vincolarsi nuovamente a più lungo termine acquistando obbligazioni. Nel segmento degli investimenti alternativi, le materie prime dovrebbero risentire a breve del rafforzamento del dollaro statunitense e della moderata crescita economica, proseguendo il proprio andamento laterale, per cui è ancora presto per nuovi acquisti. Il comparto immobiliare resta interessante grazie al dividend yield e alla protezione dall’inflazione. I risultati degli hedge fund sono recentemente migliorati e a medio termine dovrebbero tornare a essere rilevanti in un contesto di tassi nuovamente in ascesa.
Pur essendo fiduciosi riteniamo opportuno rimanere vigili, intervenendo ove necessario per ridurre il rischio del portafoglio. La correzione di giugno ha mostrato che la rimozione dello stimolo monetario penalizzerebbe i corsi di tutte le categorie d’investimento qualora non si verifichi una normalizzazione dei tassi reali. > R.h.


I dati esposti in questo documento non costituiscono né un’offerta né una consulenza in materia di investimenti. Essi hanno unicamente scopo informativo. Le opinioni e valutazioni contenute in questo documento possono cambiare e rifl ettono il punto di vista di Swiss & Global Asset Management nell’attuale situazione congiunturale. Non si assume alcuna responsabilità in quanto all’esattezza ed alla completezza dei dati. La performance passata non è un indicatore dell’andamento attuale o futuro. I contenuti di questo documento possono essere riutilizzati o citati solo menzionando le fonti. Swiss & Global Asset Management non fa parte del Gruppo Julius Baer.
Fonte:  Swiss & Global Asset Management

Susan Ellis 10.6870

 

Un aggiornamento sull’Asset Allocation

 

A cura di Mark Burgess, Chief Investment Officer Threadneedle Investments

 

E’ ormai chiaro da tempo che, quest’anno, la forza motrice dei mercati non è stato il contesto macro, ma le iniziative politiche guidate dalle autorità. Non dovremmo essere sorpresi da questo, ma nel corso degli ultimi anni il contesto economico è stato così estremo, che ci siamo abituati al fatto che domini i rendimenti di mercato e i risultati. Sorpresa delle sorprese, pertanto, gli asset rischiosi hanno avuto un 2012 positivo. In sterline, generalmente i titoli azionari hanno reso il 10%, anche se il differenziale di performance, in particolare tra grande e media/piccola capitalizzazione nel Regno Unito, è stato più estremo di questo. Nel credito, i rendimenti sono stati a doppia cifra, con la scala del rendimento positivo essendo correlato con la rischiosità del rating. Allo stesso modo i rendimenti del debito Mercati Emergenti sono stati elevati, accompagnati da flussi molto positivi nella classe di attività.

Dal punto di vista macro la situazione in Europa continua a peggiorare. Le misure di austerità su cui insiste la Germania per la periferia hanno avuto l’esito prevedibile di minare la crescita per l’intera regione. La riduzione della spesa pubblica ha generato un vento contrario travolgente per la Spagna e l’Italia e ha ridotto la domanda per le esportazioni della Germania. Il PMI e di altri indicatori guida indicano che anche la Germania sarà in recessione imminente.

Negli Stati Uniti, a seguito della rielezione avvenuta con successo del presidente Obama, ora siamo nell’occhio del ciclone per quanto riguarda il dibattito sul fiscal cliff. Come è stato ben provato, nel primo trimestre del prossimo anno una combinazione di aumento delle tasse e tagli alla spesa automatici consentirà di ridurre il PIL degli Stati Uniti di circa il 4% a meno che non si raggiunga un accordo per moderare il loro impatto. La nostra ricerca sul campo continua a suggerire che le società utilizzano questa incertezza come un motivo per rinviare la spesa per gli investimenti, che include sia crescita economica che occupazione. Noi ed il mercato ci aspettiamo che venga raggiunto qualche accordo per moderare questo impatto di almeno il 50%, ma è possibile che lo stallo politico conduca l’economia degli Stati Uniti oltre il fiscal cliff e in recessione per il 2013.

In questo contesto, può sorprendere il fatto che stiamo diventando sempre più costruttivi nei confronti dell’azionario e siamo stati moderatamente sovrappeso in questo periodo, inizialmente aumentando il nostro peso in Mercati Emergenti ed Asia Pacifico. Infatti se i mercati continuano ad essere sconvolti dalla situazione negli Stati Uniti useremo la debolezza del mercato per aumentare ulteriormente la nostra esposizione azionaria. Il fattore chiave per la nostra decisione è la valutazione e ciò che è attualmente scontato. Anche se lo scenario rimane molto difficile, non è una notizia nuova e per molti versi siamo più vicini ad una risoluzione delle incertezze. Questo è chiaramente vero per gli Stati Uniti, ma anche per l’Asia, dove il cambio di regime in Cina è ormai in gran parte effettuato. In Europa, gli investitori probabilmente affrontano la fatica della crisi e un risultato imprevisto negativo sta diventando sempre più improbabile. In questo contesto i tassi di interesse stanno tendendo verso lo zero nel medio termine e le azioni ad elevato rendimento tendono a restare ben supportate. Altri parametri di valutazione rimangono interessanti e la robusta forza nei bilanci è un altro fattore positivo. Anche se non è il nostro caso principale, è anche possibile che si assisterà ad una sorpresa positiva nella crescita dell’economia mondiale nella seconda metà del 2013. Se questo è il caso, le azioni inizieranno il prossimo anno con un significativo slancio positivo.

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