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A Domanda Risposta: M. Giangrande di db x-trackers

GIANGRANDE

La consulenza Fee Only e gli ETF

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Buongiorno Dott. Giangrande, per quanto riguarda i vostri ETF ci può dire qualcosa relativamente all’andamento dei mercati ed all’evoluzione dei vostri ETF?

Come si stanno muovendo?

Noi come offerta sicuramente stiamo cercando di puntare molto su prodotti innovativi, prodotti che ancora non sono presenti sul mercato italiano e per i quali crediamo ci sia comunque o che ci sarà in futuro un grosso interesse.

L’abbiamo fatto con gli ETF short, siamo stati i primi a partire con questa tipologia di prodotto dopodichè siamo anche arrivati ad esempio con gli ETF sui bond dei mercati emergenti piuttosto che sull’inflazione globale, l’eonia stesso.

L’idea chiaramente è di continuare su questa strada, in Germania siamo già partiti con una novità assoluta, l’ETF che replica un indice di hedge Funds e un’ETF che invece replica un indice di volatilità dei tassi di interesse.

L’idea è di coprire sicuramente tutte le asset class, non solo l’azionario, l’obbligazionario ma appunto i crediti, le commodities, i tassi di cambio con delle strategie sui tassi di cambio, la volatilità per permettere poi agli investitori sia professionali che non di utilizzare gli ETF a 360 gradi.

 

La Mifid ha aperto le porte ad una nuova figura, quella del consulente finanziario indipendente. Tra i vostri prodotti quali vedete meglio adatti a questa nuova figura?

Oltre chiaramente ai prodotti tradizionali, quindi quelli che replicano indici azionari, che dal mio punto di vista sono interessanti sopratutto per quanto riguarda gli indici più estesi, quindi l’MSCI World, piuttosto che l’MSCI Europe, l’MSCI Emerging Market.

Prodotti che ovviamente possono costituire il pilastro di una corretta asset allocatio, prodotti a basso costo e quindi anche facili da comprare e con tutte le caratteristiche che sappiamo essere peculiari dell’investimento in ETF.

Accanto a questi prodotti diciamo più tradizionali, io vedo sicuramente ad esempio gli ETF su crediti, come un ottimo strumento per prendere posizione sugli spread dei corporate sia high yeld, che investment grade, la parte monetaria, perchè comunque l’ETF eonia rimane ad oggi un ottimo strumento per gestire la liquidità del portafoglio, in più adesso appunto arriveremo anche con la parte alternative, quindi attraverso gli ETF si potrà anche investire una parte del proprio portafoglio, in base alla propensione al rischio dei clienti magari verso questi investimenti più alternativi.

L’ETF sulla volatilità l’abbiamo lanciato in Germania e spero che arriverà anche presto in Italia con l’idea che può costituire un’assicurazione, tra virgolette, del portafoglio in situazioni di stress dei mercati.

Abbiamo visto tra settembre, ottobre e novembre in particolare del 2008 che ad una volatilità estrema che ha coinvolto non solo il mercato azionario ma anche il mercato obbligazionario e delle commodities e dei tassi di cambio, ha portato ad una correlazione estrema tra le diverse asset class, quindi una diversificazione anche abbastanza spinta attraverso diverse asset class non è bastata purtroppo agli investitori per proteggere il portafoglio.

Un’ETF sulla volatilità ha proprio questo scopo perchè quando la volatilità aumenta, ed è proprio quello che accade in queste situazioni, il valore dell’ETF cresce e quindi può consistere in una specie di assicurazione.

Posso tenere questo ETF in portafoglio, mi dà quel qualcosa in più quando le cose vanno male.

 

Per quanto riguarda i consulenti finanziari d’investimento indipedenti fee-only, tutti gli emittenti, sia di ETF che di altri prodotti, vedono un grande impulso nella vendita di questi prodotti proprio grazie all’avvento di questa figura.

Voi avete fatto valutazioni in merito?

Assolutamente si, basta guardare il mercato degli Stati Uniti, dove la figura del consulente indipendente è presente da moltissimo tempo, i dati in nostro possesso dimostrano che quasi il 40% degli asset, dell’asset under management americano è in mano ai retail, chiaramente magari non hanno comprato direttamente il prodotto ma si sono fatti consigliare nell’acquisto.

In Italia la percentuale di investimento retail è ancora a mio parere molto bassa.

I motivi sono abbastanza noti. L’ETF è uno strumento che non è molto conveniente “tra virgolette” da collocare per la distribuzione tradizionale.

Ritengo che con l’espansione della consulenza indipendente, con il diffondersi di questa nuova figura ci sarà sicuramente una spinta importante proveniente da quel campo per quanto riguarda gli ETF.

 

Arriviamo adesso all’andamento dei mercati. Dopo essere scesi hanno avuto una grossa fiammata e sono risaliti velocemente. Per quanto riguarda i dati dei vostri ETF cosa ci può dire, hanno avuto un ‘andamento positivo anche durante la fase calante oppure no?

Gli ETF fondamentalmente non sono dei fondi attivi e di conseguenza le performance dell’ETF sono ovviamente legate a quelle del sottostante, c’è da dire che rispetto a qualche anno fa quando esistevano fondamentalmente soltanto ETF azionari long, oggi l’investitore ha obiettivamente a disposizione tantissimi strumenti che si adattano direi a tutte le condizioni di mercato, basti pensare appunto agli ETF short che sono stati un’ottimo strumento d’investimento nel corso del 2008.

Hanno consentito agli investitori che ne hanno fatto uso di proteggere i propri investimenti, ma oltre questo come dicevo prima proprio nel corso del 2008 sono arrivati tantissimi ETF che replicano asset un po’ diciamo così, più alternativi che possono costituire nella maniera più assoluta un’ottimo investimento anche in situazioni di mercato difficili.

Basti pensare ad esempio che gli ETF obbligazionari in generale nel 2008 sono andati chiaramente molto bene perchè i tassi di interesse sono scesi sopratutto nella seconda metà dell’anno e di conseguenza gli ETF obbligazionari hanno beneficiato molto da questo andamento.

Gli ETF su crediti ad esempio potranno beneficiare molto da un’ulteriore riduzione degli spread, già si è visto qualcosa per fortuna, se il mercato ritorna a situazioni di normalità diciamo così, sicuramente si vedranno ulteriori effetti positivi sugli spread dei corporate e quindi l’investimento ad esempio long sui crediti potrebbe essere una cosa interessante da fare.

 

Per quanto riguarda le masse gestite cosa ci può dire?

L’anno 2008 è stato un anno incredibile perchè nonostante i mercati abbiano perso come dicevo in media il 40%, l’asset under management in Italia in generale, non solo per quanto riguarda Deutsche Bank, è addirittura cresciuto, questo dimostra che gli inflow come si dice in inglese, cioè gli afflussi di capitale in questo prodotto hanno più che compensato la riduzione del valore del nav.

Questo è sicuramente un’aspetto molto positivo per il business che infatti è considerato molto, molto in salute, ma io credo che siamo solo all’inizio sinceramente e questa crisi ha evidenziato in particolare delle criticità relativamente magari a degli strumenti che magari non sono liquidi o che non sono stati liquidi e non hanno consentito di smobilizzare immediatamente il portafoglio per gli investitori.

L’ETF da questo punto di vista ha dimostrato di tenere benissimo, sicuramente gli spread tra settembre, ottobre, novembre, si sono allargati, ma questo è un’allargamento fisiologico e non patologico, nel senso che se gli spread sul sottostante si allargano, inevitabilmente anche quelli degli ETF si allargheranno ma, noi almeno, non abbiamo mai avuto alcun tipo di critica relativamente al fatto che magari un cliente non riusciva a smobilizzare la sua posizione a prezzi di mercato.

In inglese si parla spesso di fly to quality, in queste situazioni, cioè situazioni difficili portano ad evidenziare quelle che sono le caratteristiche importanti degli investimenti efficienti e l’ETF è sicuramente un’investimento efficiente e questa situazione io ritengo abbia beneficiato e non danneggiato il mercato.

 

Si comincia a sentire o meglio qualcuno comincia a dire che quello degli ETF è un settore maturo, che ha già raggiunto il suo picco e da qui in poi probabilmente non si potrà che scendere. Voi ritenete questa previsione corretta oppure no?

Non lo credo assolutamente anche perchè ritengo che nei prossimi mesi vedremo ad esempio tantissimi fondi di ETF, o prodotti come certificati legati all’andamento di ETF che chiaramente faciliteranno la distribuzione del prodotto e incrementeranno notevolmente le masse, inoltre la nascita di nuovi ETF e la copertura di nuove asset class farà arrivare al business dei flussi che fino adesso non abbiamo visto per cui io ritengo che assolutamente con l’avvento della consulenza indipendente, l’innovazione di prodotto, il fly to quality, il meccanismo che spiegavo prima, il mondo degli ETF beneficierà di tutto questo e gli asset contineranno a crescere.

 

Visto che prima ci ha stuzzicato parlando di nuovi prodotti, ci può dire quando ritenete arriveranno vostri nuovi ETF sul mercato italiano?

A brevissimo arriveranno sul mercato italiano degli ETF a leva sia long che short, quindi vogliamo presidiare anche questa parte di mercato che sta diventando anche in Italia abbastanza interessante, in termini di volumi, dopodichè come spiegavo prima ci sono dei prodotti innovativi che sono già partiti in Germania, ci auguriamo di poterli portare in Italia, chiaramente dovremo ricevere tutte le autorizzazioni del caso, per cui è un processo in divenire, e speriamo di portare il risultato a casa.

 

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