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PENNA 10

20/05/09 Bene Nikkei e yen nonostante i dati sul Pil

Il Pil giapponese si è contratto nel primo trimestre di quest’anno del 4%, ovvero del 15,2% su base annua. Si tratta della peggiore performance..

 

mai verificatasi nel dopoguerra e del rallentamento più marcato tra quelli dei Paesi industrializzati, ma Borsa e yen non hanno reagito male in quanto gli analisti si attendevano un risultato ancora più brutto. Il Nikkei ha chiuso in rialzo dello 0.6% a 9.344,64 punti, mentre lo yen si è paradossalmente rafforzato sia conto dollaro (area 95.60) che contro euro (130). Quali sono le cause di una performance tanto negativa?

In Giappone sono diminuite sia la domanda interna che quella estera: il forte calo delle esportazioni ha provocato un crollo della produzione e degli investimenti delle imprese, il che a sua volta ha avuto effetti deprimenti sul mercato del lavoro e sui salari, e quindi sulla domanda interna. Secondo il ministro delle Finanze Kaoru Yosano, d’altra parte, cominciano a esserci segnali di miglioramento in alcune aree, come l’export e la produzione industriale. In effetti, vari economisti ritengono che il primo trimestre abbia segnato il picco negativo e che ora ci si possa attendere un recupero; è possibile che il Pil giapponese ritorni a crescere già nella seconda metà del 2009.

Sono stati negativi anche i dati relativi al settore immobiliare americano: il numero di nuovi cantieri è calato in aprile del 12,8%, mentre i permessi edilizi sono scesi del 3,3%. I dati sono nettamente peggiori delle attese degli analisti che avevano previsto un incremento del 2% per i cantieri e del 2,7% per quanto riguarda i permessi. Su base annua, in aprile i nuovi cantieri sono calati del 52,4%, a conferma della gravità della crisi in atto nel comparto immobiliare. Gli effetti sui listini non si sono fatti attendere: le piazze finanziarie americane hanno registrato un drastica correzione, per poi chiudere intorno alla parità. Sempre negli Stati Uniti, è peggiorata la fiducia dei consumatori, mentre in Europa l’indice Zew è ritornato a quota 31 punti, un’ottima performance se confrontata con i 20 previsti e i 13 del mese precedente.

In Gran Bretagna è stato pubblicato il dato sull’inflazione, che rallenta nel mese di maggio, ma il vero market mover per la sterlina è stata la notizia, prima pubblicata dal Financial Times e poi confermata da fonti ufficiali, secondo le quali il governo britannico ha avviato trattative con potenziali investitori per cedere le proprie quote in Royal Bank of Scotland e in Lloyds. I due colossi del credito britannico erano stati nazionalizzati lo scorso ottobre, nel pieno della crisi post Lehman Brothers. I prezzi del greggio sono in rialzo sopra i 60 dollari il barile, vicino ai massimi degli ultimi sei mesi, in attesa del dato delle delle scorte Usa. Il Wti scadenza luglio é quotato 60,49$ il barile (+0,65%) contro 60,10$ della chiusura del Nymex mentre il Brent della stessa scadenza tratta a 59,26$, in progresso dello 0,58%. Attesi per oggi i verbali della riunione della Bank of England e del FOMC

Spunti Operativi

Dati economici di oggi

 

Ora Nazione Dato Previsione Precedente Importanza
1.50 Gross Domestic Product Annualized (1Q) -16.1% -12.1%
1.50 Gross Domestic Product (QoQ) (1Q) -4.3% -3.2%
2.30 Westpac Consumer Confidence (May) 8.3%
3.30 Wage Price Index (YoY) (Apr) 4.3%
8.00 Producer Price Index (MoM) (Apr) -0.1% -0.7%
10.30 Bank of England Minutes
13.00 Consumer Price Index (MoM) (Apr) 0.2% 0.2%
16.30 EIA Crude Oil Stocks change 0.6M
20.00 FOMC Minutes

L’utente prende atto che le informazioni contenute in questo report hanno mera natura informativa
e vengono elaborate dall’analisi dei dati di negoziazione, dei dati di mercato e dalle statistiche.

Analisi Daily
a cura di: Cfx Intermediazioni

Fonte: Cfx Intermediazioni.com

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