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S: Analisi Tecnica Mensile dei Principali Indici Azionari Mondiali – Bund e Cross Valutari

L’anno borsistico 2012 si apre in modo molto positivo, proseguendo la fase di rimbalzo iniziata dai minimi dello scorso settembre. Gli indici Usa si portano in corrispondenza dei picchi 2011, precedenti allo scivolone estivo avvenuto in.….


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Corrispondenza dell’acuirsi delle tensioni sul debito sovrano dei Paesi periferici dell’area euro. Il Nasdaq Composite risale addirittura sui massimi dell’ottobre 2007, sui livelli precedenti allo scoppio della crisi immobiliare-finanziaria (si trova ora sui livelli del gennaio 2001). Una prosecuzione di alcuni punti percentuali del rally in corso sull’azionario Usa non si può escludere ma i margini di ulteriori apprezzamenti nel breve sembrano ridursi ed una fase di consolidamento appare necessaria.

Meno brillante la performance media degli indici europei, che hanno recuperato solo il 50% delle perdite subìte dai picchi del febbraio 2011. La sottoperformance dell’area euro rispetto agli Usa si è ridotta nelle prime settimane del nuovo anno e potrebbe ancora restringersi a condizione che i segnali di stabilizzazione dell’area euro trovino conferma nei prossimi mesi. La prudenza comunque si impone. La presenza di abbondante liquidità sui mercati – per il mantenimento di politiche monetarie fortemente espansive da parte delle principali Banche Centrali mondiali (Usa, Giappone, Regno Unito, Banca Centrale europea) – rimane il driver principale che sostiene i mercati sia azionari che obbligazionari.

A livello valutario, l’euro ed il dollaro Usa rimangono entrambe divise strutturalmente deboli. Il quadro tecnico continua a evidenziare maggiori probabilità di forti apprezzamenti del dollaro Usa contro euro che non viceversa.

A livello obbligazionario, un’ulteriore riduzione dei tassi sui governativi dei Paesi periferici dell’area potrebbe comportare una contestuale risalita dei tassi tedeschi, con possibilità quindi di ulteriori restringimenti degli spread, non solo sulla parte breve della curva (2-3 anni) ma anche su scadenze più lunghe (5-10 anni). A livello di spread decennale Btp- Bund, è fondamentale rimanere al di sotto di 450 (ora 363); un ulteriore segnale distensivo si avrebbe su discese al di sotto di 244.

ANALISI TECNICA INDICI

NASDAQ COMPOSITE (Cls 2931): dai picchi del 02.05 a 2887,50, l’indice è ridisceso sui minimi del 16.03 a 2600 (il 16.06), per poi risalire verso i max di inizio maggio dove sono riprese le vendite. La perforazione dell’area 2715/40 ha provocato un’accelerazione ribassista con la rottura dei minimi di metà marzo-metà giugno, con un panic-selling che ha infranto i minimi di metà novembre 2010 a 2500 (nuovo min. 2332 il 09.08; -19,3% dai max del 02.05). Dai minimi del 09.08 a 2332 è iniziata una fase di rimbalzo, molto contrastata, con un picco a 2643 il 20.09, seguita da una veloce ridiscesa a testare nuovamente i minimi, perforandoli marginalmente (nuovo minimo 2299 il 4 ottobre). Dal min. del 04.10 è iniziato un marcato rimbalzo verso la resistenza critica a 2740 (max 2753 il 27.10), seguito da un movimento nervoso sopra 2600, la cui violazione a metà novembre ha portato al test del supporto in area 2460-2510, parzialmente perforato (min 2441 il 25.11). Dai minimi di fine novembre è iniziato un rimbalzo che ha riportato le quotazioni ad un max a 2675 il 5.12, seguito da un ripiegamento verso 2500/25 (min 2518 il 19.12) dove sono tornati gli acquisti che hanno riportato l’indice al di sopra di 2600.

Per le prossime settimane. Il superamento dei massimi dell’ultimo semestre in area 2740/55 ha spinto l’indice al test dei picchi 2011 in area 2860/90, toccando un nuovo massimo a 2934 il 13 febbraio. L’indice tecnologico mantiene una chiara sovraperformance ed è l’unico indice Usa risalito al di sopra dei massimi dell’ottobre 2007, sui livelli precedenti allo scoppio della crisi immobiliare-finanziaria (si trova ora sui livelli del gennaio 2001). La tenuta di 2790/830 è essenziale per mantenere un’impostazione tonica per le settimane a venire, con obiettivo la resistenza in area 3000/50, dove sono attese forti vendite. Un segnale di rinnovata debolezza per i mesi a venire si avrebbe solo su ridiscese al di sotto del supporto critico a 2730, con conferma sotto 2675 (poco probabile).

Volatilità implicita Vxn: 19,60. Dal picco del 4 ottobre 2011 a 47,23, la volatilità ha iniziato a scendere riportandosi sui livelli dello scorso giugno-luglio, toccando un minimo a 17,71 il 3 febbraio per poi risalire verso 21-22.

Per conservare un’impostazione distensiva il Vxn deve consolidare al di sotto di 25-26. Le tensioni riprenderebbero solo sopra tale resistenza (forti sopra 30-31,50, improbabile).

STRATEGIA esposizione: 125/200, alleggerita (25/200) a 2805 (area 2790-2820) e (50/200) a 2875 (area 2860/90). Possibili vendite (25/200) su salite in area 3010/40. Possibili acquisti (25/200) su discese in area 2765/95, poi (50/200) in area 2700/30 e quindi (75/200) in area 2650/80.


DOW JONES INDUSTRIAL AVERAGE (Cls 12874): dal picco del 2 maggio 2011 a 12876, è iniziato un movimento correttivo con un minimo il 15.06 a 11863, seguito da un risalita verso i max di inizio maggio, dove sono riprese le vendite.

La perforazione dell’area 12200/300 ha provocato un’accelerazione ribassista con la rottura in panic-selling dei minimi di metà marzo a 11555, con una discesa sotto i minimi di novembre 2010 in area 10900-11100, con un nuovo minimo a 10604 il 09.08. È quindi iniziata una fase di rimbalzo con un picco a 11717 il 1° settembre, seguita da un andamento laterale, molto contrastato, sotto tale resistenza e al di sopra dei minimi a 10600 (toccati il 09.08 e il 22.09). La perforazione di 10600 ha portato a toccare un nuovo minimo a 10404 il 04.10 (-19,2% dai max del 02.05). Dal minimo del 04.10 è iniziato un marcato rimbalzo verso la resistenza a 12300 (max 12284 il 27.10), seguito da un movimento nervoso sopra il supporto a 11650. La violazione di tale livello ha condotto successivamente al test di area 11200/300 (min. 11232 il 25.11).

Per le prossime settimane. Dai minimi di fine novembre è iniziato un forte rimbalzo che ha portato l’indice al test dei max 2011 in area 12750/876 (max 12925 il 9 febbraio); la resistenza successiva è individuabile a 13150, dove sono attese forti vendite. Per conservare un’impostazione tonica l’indice deve mantenersi sopra 12300; il tono tornerebbe debole sotto 12000 (poco probabile) ma il quadro tecnico per i mesi a venire diventerebbe negativo solo al di sotto del forte supporto a 11750 (improbabile).

STRATEGIA esposizione: 200/200, invariata. Possibili vendite (25/200) su salite in area 13100/300 e quindi (50/200) in area 13800-14000. Possibili acquisti (50/200) su discese in area 11600/800 e quindi in area 11100/300.


S&P’s 500 (Cls 1352): dai picchi del 02 maggio 2011 a 1370,58, è iniziata una correzione verso i minimi del 16.03 a 1249, esauritasi nel minimo a 1258 del 16.06. Il forte rimbalzo seguente ha riportato le quotazioni verso i max di inizio maggio, dove sono riprese le vendite. La perforazione del supporto in area 1295-1305 ha quindi provocato un’accelerazione ribassista al di sotto dei minimi di metà marzo-metà giugno in area 1250/60, con un panic-selling a rompere anche i minimi di novembre 2010 in area 1165-1200 (nuovo minimo 1102 il 09.08). Dai minimi del 09 agosto l’indice ha iniziato una fase di rimbalzo con un picco a 1231 il 31 agosto, seguita da un andamento laterale, molto contrastato, sotto tale resistenza e al di sopra dei minimi in area 1100/15. Il 4 ottobre l’indice si porta al test dei minimi, toccando un nuovo minimo a 1075 (-21,6% dai max del 02.05). Dal minimo a 1075 è iniziato un marcato rimbalzo che ha portato l’indice al test dell’obiettivo indicato – la resistenza critica a 1300 (max 1293 il 27.10) -, seguito da un movimento nervoso al di sopra di 1215, la cui violazione ha spinto l’indice al test del supporto in area 1140/55 (min 1159 il 25-26 nov.).

Per le prossime settimane. Dai minimi di fine novembre è iniziato un forte rimbalzo che ha riportato le quotazioni ad un massimo a 1267 il 07.12, seguito da un ripiegamento verso 1200/15 e quindi da una risalita che ha recentemente portato l’indice al di sopra dei picchi dell’ultimo semestre a ridosso di 1300 (max 1354 il 9 febbraio). L’indice si trova in corrispondenza dei massimi 2011 in area 1350/70, il cui superamento consentirebbe un’estensione verso la resistenza critica in area 1400/40 (max maggio 2008), dove sono attese forti vendite. Per conservare un’impostazione tonica le quotazioni devono ora mantenersi al di sopra di 1265/90; rinnovata debolezza per le settimane a venire sotto 1240 (poco probabile) e ripresa delle vendite per i prossimi mesi con la rottura del supporto critico in area 1200/15 (improbabile).

Volatilità implicita Vix: 19,04. Dal picco del 4 ottobre 2011 a 46,88 (in prossimità dei max dell’8 agosto a 48), il Vix ha iniziato a scendere, riportandosi sui livelli dello scorso giugno-luglio, toccando un minimo a 16,81 il 3 febbraio per poi risalire verso 21-22. Per conservare un’impostazione distensiva il Vix deve consolidare al di sotto di 24,50-25,50. Le tensioni riprenderebbero solo sopra tale resistenza (forti sopra 31-32, improbabile).

STRATEGIA esposizione: 200/200, invariata. Possibili vendite (25/200) su salite in area 1375/95 e quindi (50/200) in area 1420/40. Possibili acquisti (50/200) su discese in area 1265/85 e quindi in area 1200/20.


DJ EUROSTOXX50 (Cls 2492): dal massimo a del 18.02 2011 a 3077,24 una correzione porta a un minimo il 16.03 a 2718, seguita da un rimbalzo verso l’area 3000/40 (max 3029,68 il 02.05). Dal picco del 02 maggio è iniziata una decisa correzione con nuovi minimo a 2608 il 12.07; il rimbalzo seguente è rimasto sotto 2800 dove forti vendite hanno spinto l’indice al test di 2600, la cui rottura ha provocato un vero e proprio panic-selling con un nuovo minimo per l’anno il 23 settembre a 1936 (-37% dai picchi del 18.02), ben al di sotto dei minimi del luglio 2009 a 2260. Dai minimi del 23.09 a 1935 un marcato rimbalzo porta l’indice al test della resistenza a 2500 (max 2506 il 28.10), dove prevalgono i realizzi. La violazione di 2250 ha innescato nuove vendite con una discesa verso i minimi del 4 ottobre, il supporto in area 2055/70 (minimo 2066 il 25.11).

Per le prossime settimane. Dai minimi di fine novembre è iniziato un rimbalzo che ha portato l’indice al test della resistenza a 2400 (max 2402 il 07.12), seguito da una ridiscesa verso il supporto in area 2185-2200 (min 2183 il 19.12) e da una risalita che ha recentemente condotto le quotazioni al test dei massimi del 28.10 a ridosso di 2500, marginalmente superati (massimo 2543 il 9 febbraio). Per conservare un’impostazione tonica le quotazioni devono ora consolidare al di sopra di 2375-2400; la conferma del superamento di 2500 aprirebbe spazi ad ulteriori estensioni rialziste verso la resistenza critica a 2600, dove sono attese forti vendite. Perdita di spinta sotto 2360 e rinnovata debolezza su ridiscese al di sotto di 2185-2200 (poco probabile). Finché le quotazioni stazionano sotto la resistenza critica in area 2500-2600 (max ultimo semestre) il quadro tecnico per i prossimi mesi rimane ancora contrastato. La performance nelle ultime settimane si è allineata a quella degli Usa, seppur all’interno di un quadro più ampio ancora sfavorevole per l’area euro.

STRATEGIA esposizione: 175/200, alleggerita (25/200) a 2485 (area 2470-2500). Possibili vendite (50/200) su salite in area 2625/55. Possibili acquisti (25/200) su discese in area 2285-2315, (50/200) in area 2095-2125 e quindi in area 1950/80.


FTSE/MIB (Cls 16369): dal massimo 2011, toccato il 18 febbraio, a 23274 (al di sotto dei massimi 2010, toccati l’11.01, a ridosso di 24050), è iniziata un’inversione ribassista, con un primo minimo il 16 marzo a 20800, seguito da un rimbalzo con un massimo il 2 maggio a 22575. Sono quindi riprese le vendite, con una progressiva accelerazione ribassista, divenuta particolarmente forte a partire dall’ultima decade di luglio. Nel giro di alcune settimane l’indice precipita da quota 20000 (22.07) ad un minimo a ridosso di 13200 il 13 settembre, marginalmente perforato il 23.09 (nuovo minimo 13115, -43,6% rispetto ai max di metà febbraio; -69,2% da 42605, quotazione del 01.01.2000). Da fine settembre è iniziato un rally esauritosi nel picco a 17053 del 28 ottobre. Sono quindi riprese le vendite con un minimo a ridosso di 13600 il 25 novembre. La performance dell’indice italiano rimane tra le peggiori a livello mondiale, a causa del vero e proprio tracollo che ha interessato il settore bancario, particolarmente pesante sul listino italiano (-65% circa da metà febbraio ai minimi del 13-23 settembre).

Per le prossime settimane. Dai minimi di fine novembre è iniziato un rally sostenuto che ha riportato le quotazioni sui massimi dell’ultimo semestre, in prossimità della forte resistenza a ridosso di 17050. Per conservare un’impostazione tonica le quotazioni devono ora mantenersi al di sopra di 15600. Il superamento di 17050 darebbe un segnale di prosecuzione del movimento di rimbalzo in atto, con obiettivo la resistenza critica a quota 18000, dove dovrebbero esserci forti ordini in vendita. Solo sopra 18000 (improbabile) si avrebbe un segnale rialzista affidabile per i mesi a venire. Il tono tornerebbe debole su ridiscese al di sotto di 15600 e le vendite riprenderebbero alla rottura del supporto in area 15000/100 (poco probabile). Nelle ultime settimane la performance dell’indice italiano ha recuperato forza relativa rispetto alla media dell’area euro.

STRATEGIA esposizione: 175/200, alleggerita (25/200) a 16700 (area 16600/800). Possibili vendite (50/200) su salite in area 17700/900. Possibili acquisti (25/200) su discese in area 15600/800 e quindi (50/200) in area 15000/200.


NIKKEY225 (Cls 9052): a partire dalla valida resistenza in area 10000/250 (max 10208 l’08 luglio 2011), è ripreso il trend ribassista dominante con una veloce discesa culminata nel minimo del 25 novembre a 8135. Dopo un rimbalzo a 8730 (il 07.12) l’indice è ridisceso verso 8270 per poi muoversi lateralmente tra questi due livelli.

Per le prossime settimane. Il superamento della resistenza a 8730, il 20 gennaio, ha spinto l’indice verso la forte resistenza a 9150. Per conservare un’impostazione tonica l’indice deve consolidare al di sopra del supporto in area 8550/730; al di sopra della resistenza a 9150, in corrispondenza dei picchi di fine ottobre, si avrebbe un segnale di prosecuzione del rialzo anche per le settimane a venire, con obiettivo la forte resistenza in area 9500/600, dove dovrebbero comunque prevalere le vendite. Rinnovata debolezza su discese al di sotto di 8550 e ripresa delle vendite al di sotto di 8350 (poco probabile). Nonostante il recupero degli ultimi 2 mesi, il quadro tecnico più ampio rimane ancora fragile, con l’indice nipponico tra i più sottoperformanti a livello mondiale.

STRATEGIA esposizione: 175/200, alleggerita (25/200) a 9036 (area 9000/72). Possibili vendite (50/200) su salite in area 9600/750. Possibili acquisti (25/200) su discese in area 8550/700 e quindi (50/200) in area 8250/400.


BUND (contratto marzo 2012, ticker Bloomberg RXH2, PC 138,40).

Negli ultimi 4 mesi il Bund si è mosso all’interno dell’ampia banda laterale con estremi 132,85-133 e 139,65/80, consolidando così il forte rialzo da luglio a settembre dovuto al flight-to-quality per l’acuirsi delle tensioni sul debito sovrano italiano, prima, e francese, poi. Un restringimento degli spread tra i Paesi periferici dell’area euro e la Germania si accompagnerebbe probabilmente a prese di beneficio sul Bund: tale scenario appare abbastanza probabile nei mesi a venire, visto che un maggiore, necessario, coinvolgimento della Germania per mettere in sicurezza l’area comporterà probabilmente un lento movimento di risalita dei tassi tedeschi nei mesi a venire (a inizio 2011 il tasso sul decennale era intorno al 3%, contro l’1,93% attuale).

Per le prossime settimane. Un primo segnale correttivo si avrebbe su discese sotto 136,50, con obiettivo 135. La rottura di 135 fornirebbe un ulteriore segnale di debolezza, con obiettivo il forte supporto in area 132,85-133, la cui perforazione (prematuro) fornirebbe un segnale ribassista per i mesi a venire. Il superamento dei massimi in area 139,65/80 (conferma sopra 140, poco probabile) spingerebbe il derivato a nuovi massimi storici, con obiettivo 142-143 ed estensioni (improbabili) verso 145-146, dove dovrebbe comunque esaurirsi la salita. Nonostante il trend laterale/rialzista, col Bund a ridosso dei massimi, si nota un’asimmetria del rischio, con maggiore spazio per veloci correzioni piuttosto che per nuovi marcati rally.

STRATEGIA esposizione: 200/200, invariata. Possibili vendite (25/200) su salite in area 142-143 e quindi (50/200) in area 145-146. Possibili acquisti (25/200) su discese in area 134-135 e quindi (50/200) in area 132,50-133,50.


CAMBI: EURUSD – USDJPY – EURJPY

EurUsd (PC 1,3140): dal massimo di periodo del 26.11.2009 a 1,5145 il cambio ha invertito tendenza iniziando un profondo movimento correttivo, con un’accelerazione ribassista dopo la rottura del supporto psicologico a ridosso di 1,3000 all’inizio del mese di maggio 2010. La discesa si è spinta fino a toccare un minimo a 1,1876 l’11 giugno 2010 (-26% rispetto al massimo storico a 1,6038 del 15 luglio 2008). Dai minimi di inizio giugno 2010 è iniziata un’inversione di tendenza che ha riportato il cambio verso la soglia psicologica di resistenza a quota 1,5000 (massimo il 4 maggio 2011 a 1,4940). La dinamica degli ultimi 3 anni riflette un tentativo di stabilizzazione del cambio euro/dollaro, sottoposto a due forze contrastanti: da un lato, la debolezza strutturale del dollaro Usa, accentuata dalle politiche monetarie ultra-espansive della Fed (tassi di interesse schiacciati sullo zero e quantitative easing 1 e 2); dall’altro, la fragilità dell’area euro per i crescenti problemi del debito sovrano dei Paesi periferici. La risultante è una sorta di impasse, di equilibrio instabile tra le due valute, che rimangono entrambe debolissime nel confronto con le altre divisi principali. A partire da fine agosto 2011, l’acuirsi delle tensioni sul debito sovrano dei Paesi periferici, in particolare dell’Italia – e quindi anche della Francia – hanno provocato una veloce discesa del cambio da 1,4600 a 1,3146, seguito da un veloce rimbalzo verso 1,4250 (fine ottobre) e da una ripresa delle vendite con un nuovo minimo a 1,2623 il 13 gennaio 2012.

Per le prossime settimane. Dai minimi di metà gennaio l’euro ha messo a segno un rimbalzo tecnico con un massimo a ridosso di 1,3325. Anche se non si può escludere una prosecuzione del rimbalzo verso la forte resistenza a 1,3500, finché tale livello non viene superato il quadro tecnico di fondo rimane fragile. Un segnale di nuova debolezza si avrebbe su ridiscese al di sotto di 1,3000; le vendite riprenderebbero poi con forza alla perforazione di 1,2850 per un nuovo test dei minimi in area 1,2590-1,2625, con estensioni (prematuro) verso 1,2500. La perforazione di 1,2500 riproporrebbe il test dei minimi del giugno 2010 in area 1,1875-1,2000 (ext 1,1640). Il rischio ribassista diminuirebbe sensibilmente solo al di sopra della resistenza a 1,3500 (poco probabile) ed il tono tornerebbe positivo solo al superamento di 1,3850 (improbabile).

STRATEGIA esposizione: 125/200, alleggerita (25/200) a 1,2840 (area 1,2815-1,2865) e (50/200) a 1,3075 (area 1,3050-1,3100). Possibili vendite (25/200) su salite in area 1,3475-1,3525. Possibili acquisti (50/200) su discese in area 1,2825/75, in area 1,2575-1,2625 e quindi in area 1,2050-1,2100.


UsdJpy (PC 78,02): da inizio novembre 2010 a metà marzo 2011 il cambio si è mosso lateralmente all’interno dell’intervallo compreso tra 80,22 e 84,51. La perforazione dei minimi a metà marzo, sull’onda della catastrofe naturale che ha colpito il Giappone, ha provocato una discesa in panic selling con un nuovo minimo il 17 marzo a 76,25 (sotto il precedente minimo storico dell’aprile 1995 a 79,75). A seguito di un intervento concertato delle principali Banche Centrali il cambio è poi risalito a un massimo a 85,53 il 6 aprile. Sono quindi riprese le vendite, che hanno spinto il cambio a toccare un nuovo minimo il 19 agosto a 76,09, marginalmente al di sotto del minimo del 17 marzo. Negli ultimi 3-4 mesi il cambio si è mosso lateralmente nell’intervallo tra 76,10 e 77,85, rompendo al ribasso con un nuovo minimo storico il 31 ottobre a 75,38. L’intervento della Banca del Giappone riporta poi il cambio a ridosso di 79,50, seguito da un ripiegamento e da una stabilizzazione all’interno del trading-range con estremi 76 – 78,30.

Per le prossime settimane. Il trend dominante per il dollaro rimane orientato al ribasso, ma si nota una perdita di spinta ribassista e dei segnali di possibile riaccumulazione. Un primo segnale convincente di recupero si avrebbe al di sopra di 79,55-80,25 con obiettivo la forte resistenza in area 81,50-82. Solo il superamento della resistenza critica a 85,50 (poco probabile) fornirebbe però un segnale rialzista per i mesi a venire, con obiettivo 88-90. Rinnovata debolezza sotto 76 (poco probabile), con possibili ridiscese verso i minimi a 75,38 (ext 74).

STRATEGIA esposizione: 250/200, invariata. Possibili acquisti (50/200) sui livelli correnti (area 77,75- 78,25). Possibili vendite (50/200) su salite in area 81,25/75 e quindi in area 83,75-84,25.


EurJpy (PC 102,50): dai minimi del 10 gennaio 2011 a 106,84 è iniziato un forte rally – interrotto dallo scivolone post-terremoto in Giappone che ha riportato il cross a toccare un massimo a 123,32 l’11 aprile. Il cross ha quindi invertito tendenza andando a perforare i precedenti minimi di metà marzo 2011, con un’accelerazione ribassista culminata nel minimo del 16 gennaio 2012 a 97,04.

Per le prossime settimane. Dai minimi di metà gennaio il cross ha messo a segnoun rimbalzo con un massimo a 103,30. Anche se non si può escludere una prosecuzione del rimbalzo in atto verso 105,00/50 e quindi 107, il quadro tecnico di fondo rimane fragile ed orientato al ribasso. Un segnale di nuova debolezza si avrebbe su ridiscese al di sotto del supporto in area 99,70-100, per un nuovo test dei minimi a ridosso di 97. La perforazione dei minimi (prematuro) fornirebbe un ulteriore segnale ribassista per i mesi a venire, con primo obiettivo 95 e quindi il minimo storico toccato il 26 ottobre 2000 a 88,97.

Un segnale di inversione al rialzo per i mesi a venire si avrebbe solo al superamento della resistenza critica in area 110-111,55 (assai improbabile).

STRATEGIA esposizione: 175/200, alleggerita (25/200) a 102,50 (area 102,25/75). Possibili vendite (25/200) su salite in area 105,25/75 e quindi (50/200) in area 106,75-107,25. Possibili acquisti (25/200) su discese in area 93,00/50 e quindi (50/200) in area 89,25/75


Analisi Monthly
a cura di: Ufficio Analisi Tecnica Gruppo Banca Sella

Autore: Maurizio Milano


I dati relativi ad indici di Borsa, titoli azionari ed obbligazionari, commodities, valute, derivati sono forniti da information provider quali: Bloomberg, e-Signal, Il Sole24Ore, STB.
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 Da seguire:

Area Euro

– Italia. La fiducia delle imprese potrebbe aumentare ulteriormente a maggio fino a quota 86 dopo la salita a 85,5 di aprile. Prosegue dunque il trend di recupero iniziato oltre un anno fa, che ha riportato l’indice dell’ISAE ai livelli di metà 2008. Dopo una fase in cui il miglioramento del morale era trainato da scorte e attese sulla produzione, già dal mese scorso potrebbe essere iniziata una fase di miglioramento più “genuino” perché basato su un aumento degli ordini correnti; dovrebbe confermarsi il maggior dinamismo degli ordinativi dall’estero rispetto a quelli domestici.

– Germania. I dati dai Laender dovrebbero mostrare una crescita dei prezzi al consumo a maggio di 0,2% m/m. I rischi sulla previsione sono verso il basso. L’inflazione annua è vista salire all’1,3% dall’1% del mese scorso, sia secondo l’indice nazionale che secondo la misura armonizzata. Le pressioni inflazionistiche restano comunque confinate al settore energia (con qualche rischio in più derivante dall’andamento del cambio), mentre l’inflazione core rimane ampliamente sotto controllo.

– Aste – L’Italia colloca da 0.75 a 1,5 miliardi di due indicizzati all’inflazione, il BTPei 2,1% 09/2017 e il BTPei 2,55% 09/2041.

Stati Uniti

– La seconda stima del PIL del 1° trimestre dovrebbe vedere una modesta revisione verso l’alto a 3,5% t/t ann., da 3,2% t/t ann., con un contributo più elevato di consumi ed esportazioni nette.
Ieri sui mercati

L’asta di BOT semestrali ha visto l’intero ammontare collocato a un rendimento medio di 1,327%, contro lo 0,814% della precedente operazione; la domanda è stata di 1,66 volte l’offerta. Collocati anche i 2,5 miliardi di CTZ con scadenza 30.11.2012 a un rendimento di 2,051%, con domanda pari a 1,9 volte l’offerta. Anche il Portogallo ha collocato tutto il miliardo di obbligazioni con scadenza 15.10.2015, pur con rendimento in salita dal 3,498% al 3,701%; la domanda è stata di 1,8 volte l’offerta. Il calo dei rendimenti ha invece penalizzato il collocamento di BOBL 2,25% 2015, che ha visto una copertura di appena 1,1 volte con ben 1,55 miliardi trattenuti dalla Bundesbank. Sui mercati valutari l’euro ha sfiorato 1,2155, ma nelle ultime ore è rimbalzato fino a 1,23; il parziale rientro dell’avversione al rischio ha sostenuto la sterlina contro il dollaro e riportato quest’ultimo sopra quota 90 contro yen. Rimbalzo correttivo per i rendimenti su Bund e UST, ma senza sollievo per gli spread dei periferici europei.

Area Euro

La Commissione Europea ha diffuso la sua proposta per l’imposizione di un’imposta sulle banche, finalizzata alla costituzione di una rete di fondi di garanzia dedicati, per gestire la liquidazione delle aziende di credito in difficoltà senza oneri per i contribuenti.

L’asta straordinaria BCE ha visto il collocamento di fondi per 12 mld di EUR a tre mesi ad un tasso fisso dell’1,0%.  L’ammontare è circa il triplo di quello allocato all’asta del 28 aprile. Il numero dei partecipanti, sempre modesto, è salito a 35 da 24.

Le vendite al dettaglio francesi sono calate dell’1,2% m/m in aprile, ben più delle previsioni. Il crollo delle vendite di auto (-9,5% m/m) e la forte contrazione della spesa per beni durevoli (-4,4% m/m) spiegano la variazione mensile negativa.

Stati Uniti

Gli ordinativi di beni durevoli sono cresciuti del 2,9% m/m grazie alla componente aereonautica. L’andamento dei beni capitali esclusi beni per la difesa e aerei registra un calo di -2,4% m/m a fronte di un balzo del 6,5% m/m (rivisto al rialzo) per il mese di marzo. La tendenza di fondo della componente più legata agli investimenti in macchinari risulta positiva.

Grazie al rush finale connesso alla scadenza degli incentivi fiscali, le vendite di nuove case sono risultate superiori alle previsioni: 504mila contro 425mila. Il prezzo mediano è in calo del 9,7% m/m.

Lacker ha segnalato di essere sempre più a disagio con la frase sul “periodo esteso” contenuta nel comunicato della Fed; anche Bullard ha sostenuto che mantenere i tassi fermi per un periodo esteso può creare il rischio di ‘bolle’.

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