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18/05/09 Future SpMib: non regge l’attacco ai 20.000 punti

Pivot Supporti: 18.550 – 17.600; Pivot Resistenze: 20.000 – 21.000

Non regge, al primo tentativo, l’attacco ai 20.000 punti ad opera del derivato, il quale mette in mostra una flessione non certo eclatante, ma che …..

 

di fatto rappresenta quel naturale ripiegamento auspicato da un paio di settimane. Appena si è intravista la possibilità di un cross rialzista nei confronti della media primaria, l’azione dei prezzi del future ha scelto il livello orizzontale citato quale prima seria resistenza al rialzo dai minimi relativi di marzo, i quali, a questo punto, dovrebbero restare tali per un futuro nemmeno tanto breve in considerazione dei valori numerici messi in campo: minimo relativo a 12.340 punti contro un massimo di periodo a 20.290. Da notare che in questa fase il valore dell’open interest ha visto un incremento di circa 10.000 lotti nel numero di contratti aperti, chiara indicazione di incremento di forza del movimento.

In merito al ritracciamento, prendendo in considerazione i massimi di maggio del 2007 ed il minimo citato del 2009, ad oggi il derivato ha recuperato all’incirca un 23,6%, un valore che ha determinato il cross al rialzo della linea dei prezzi oltre le medie a 21 e 65 giorni, peraltro entrambe sono ora inclinate positivamente, seppure ora è presumibile una pausa, mentre la 200 giorni che procede nella propria discesa, è stata appunto solo sfiorata, ma il movimento è da ritenere corretto. In pratica si è rientrati nel canale discendente che aveva contraddistinto la fase di ribasso fino ad ottobre scorso, epoca in cui si è assistito ad un’accelerazione della discesa. Il livello 18.550 è quindi a rischio, ma i 17.600 ed i 16.300 punti sono obiettivi da tenere in seria considerazione. Al rialzo, oltre l’area 21.000/21.800, un target lo si può individuare ai 25.000 punti, peraltro ove è rimasto aperto un gap ribassista che, una volta recuperato il trend positivo di fondo, costituirà un target interessante.

Intanto, la diffusione di dati macro, sia riferiti al Pil dell’area Euro che relativi alle proiezioni a livello globale di una ripresa non tanto rapida, ha messo in evidenza quanto erano concrete le possibilità di un corposo rallentamento dell’economia, specie in termini numerici nel raffronto con gli ultimi trimestri ed in considerazione del perdurare della crisi inevitabilmente correlata al calo della produzione industriale. Mentre il prezzo del greggio recuperava, in virtù di una maggiore richiesta di greggio basata basato sulle aspettative di rilancio della crescita, il dollaro continuava a perdere terreno; il contesto evidenziato da timidi segnali ha gestito una prima battuta di arresto nell’azione dei prezzi dell’equity. Sarà quindi interessante monitorare queste variabili, il cambio euro/dollaro, il prezzo del petrolio e l’andamento della curva dei tassi, quest’ultima in strettissima relazione con l’andamento inflattivo.

Una serie di segnali tecnici vanno evidenziati in relazione a quanto esposto, per quanto attiene gli strumenti tecnici. Oltre alla discesa del Momentum, sottolineto negli ultimi commenti, seppure il valore dell’indicatore resta oltre i 100 punti, occorre segnalare per la seduta dell’11 un sell per l’Rsi e del Cci e per la sessione del 13 ancora un sell generato dal Macd. Altro segnale di vendita giunge dal Sar, sempre con la chiusura della seduta del 13, che ora indica un punto di reverse rialzista al superamento dei 20.200 punti circa, tale valore si posiziona quindi ai massimi di periodo e all’incirca coincide con il livello orizzontale citato in apertura di nota. Gli oscillatori trend forecasting restano al momento bullish.

Il nostro outlook mostra una variazione repentina sul breve, dalla condizione overbought andiamo direttamente in oversold; sul medio termine restiamo in fase bullish, mentre sul lungo termine valutiamo ancora la condizione bearish. Il rapporto da noi monitorato relativo alla media primaria su derivato, cede dal –3,90% della scorsa ottava ad un -8,0% che ancora non incide sul trend upward di medio. Volumi che passano da bullish a midly bullish e volatilità in aumento rispetto al valore medio a dieci giorni.

 

 

Analisi Weekly
a cura di: Mr. Profit

Autore: Roberto Ercolino

Fonte: MrProfit.it

 

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