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OCCHIALI 1

18/01/10 La riunione della BCE e la successiva conferenza stampa si sono concluse senza particolari novità

La riunione della BCE e la successiva conferenza stampa si sono concluse senza particolari novità, dato che i tassi sui livelli attuali sono considerati assolutamente “appropriati”; il motivo di fondo spiegato da Trichet è che in primo luogo la ripresa rimane tutto sommato modesta, non omogenea e ancora soggetta a tensioni, e fondamentalmente non vi sono rischi per la stabilità dei prezzi nel medio periodo. La difficile situazione del credito appare al
momento la

 principale preoccupazione della BCE, e proprio sul settore del credito è intervenuto a gamba tesa il presidente USA Barack Obama: “I bonus sono osceni” e gli americani dovranno vedere restituito fino all’ultimo centesimo di dollaro prestato alle banche! L’imposta colpisce istituzioni finanziarie con attività di bilancio superiori ai 50 miliardi di dollari e risulta essere “politically correct” alla luce dei superbonus che i banchieri si stanno elargendo dopo il rally del 2009. Gli investitori dovranno tenere conto di questo se è vero che oltre mille miliardi di prestiti non verranno elargiti a causa di questa tassa, ma a difesa di Obama dalle accuse di populismo si schiera il presidente del Fondo Monetario Internazionale Kahn che ha accolto con favore tale annuncio, sostenendo come esso sia una misura positiva e di esempio per prevenire la cultura del rischio e degli eccessi. Altro punto su cui si è concentrata l’attenzione degli operatori, e per il quale risulterà difficile una concertazione fra i vari attori in campo, è l’introduzione da parte da parte degli stati di misure per risanare i conti pubbplici. L’auspicio della BCE è che fin dal 2011 si facciano passi concreti ma il timore è di assistere ad una pericolosa deriva delle finanze statali, in particolare dei paesi a rischio. Il piano di tagli approvato dal governo greco non ha convinto e il Cancelliere tedesco Angela Merkel ha sottolineato come questa situazione pesi sull’euro: “L’euro attraverserà una fase molto difficile nei prossimi anni”. E la moneta unica soffre da subito, ritracciando bruscamente in area 1.4300 dopo aver tentato lo strappo a 1.4600. I dati ancora pesanti dell’occupazione USA avevano favorito il ritorno dell’euro ma il livello di resistenza 1.4560 è stato più volte testato, ma mai rotto. Il recupero del dollaro alla luce di quanto successo si è fatto più incisivo del previsto e restano prevalenti pressioni al ribasso. Euro debole anche contro yen, aiutato dalla decisione a sorpresa da parte della Cina di stretta monetaria in occasione delle sue aste di rifinanziamento, ma l’area critica sotto 130.00 non è stata toccata. Lo yen torna dunque a salire, anche contro dollaro, ma di rilievo c’è l’apprezzamento della sterlina a 1.6350 contro dollaro e 0.8810 contro euro. La settimana entrante vede pochi dati dal fronte USA, mentre il vecchio continente dovrà fare i conti con i primi dati sugli indici di fiducia relativi al mese di gennaio. Attenzione allo ZEW sulle attese di analisti e investitori istituzionali

Principali tassi di cambio

 

Euro – Dollaro:

Settimana tesa per le valute statunitense ed europea. Le dichiarazioni da ambo le parti dell’oceano creano un qualche nervosismo fra gli operatori e favoriscono una certa avversione al rischio. In questo clima di tensione, fatto di tasse sul credito da un lato e di deficit poco sostenibili dall’altro, la moneta unica soffre ritracciando bruscamente in area 1.4300 dopo aver tentato lo strappo a 1.4600. I dati ancora pesanti dell’occupazione USa avevano favorito il ritorno dell’euro, che si allontana dai minimi di dicembre evidenziando però una certa lateralità in area 1.4500. Il livello di resistenza 1.4560 è stato più volte testato, ma mai violato. Il recupero del dollaro alla luce di quanto successo si è fatto più incisivo del previsto e restano prevalenti pressioni al ribasso.

Rialzista
Neutrale
>>
Ribassista

Supporti:
1.4340-1.4280
Resistenze
1.4560-1.4800

 

Euro – Yen:

Le tensioni sull’euro si scaricano a favore della divisa nipponica che recupera il terreno perso nelle ultime settimane e riporta il tasso di cambio in area 130.50. Questa battuta di arresto non dovrebbe condizionare troppo la tendenza di fondo dell’euryen, destinato ad apprezzarsi nel medio periodo sotto uno scenario di ripresa economica. Ma questa “view” necessita del sostegno dei numeri e quotazioni nuovamente sotto 130.00 non la avallerebbero di certo. D’altra parte posizioni long sul cambio possono essere ragionevolmente tenute aperte fino a 127.00, confidando nel ritorno del tasso di cambio nel canale laterale con massimi 138.50. Target quest’ultimo decisamente rialzista (“ottimista”) , data la recente pressione sulla moneta unica e la difficile rottura di area 135.00

Rialzista
>>
Neutrale
Ribassista

Supporti:
131.40-129.00
Resistenze
134.50-135.40

 

Dollaro – Yen:

Lo yen guadagna oltre 2,5 punti percentuali a testimonianza che non solo l’euro sia sotto pressione ma che anche il biglietto verde risenta di un certo clima di incertezza. Clima che premia come al solito la divisa nipponica, la quale chiude la settimana su un interessante livello di supporto a 90,50. La sensazione è che il dollaro possa recuperare il terreno, proprio partendo da qui. Non è da escludere un nuovo apprezzamento dello yen a 89.50 ma la partita si giocherà in area 92.30: rivedere il tasso di cambio usdjpy su questi livelli di prezzo significherà testare l’apprezzamento del dollaro e la spinta rialzista oltre 94.00 che potrebbe accompagnare una ripresa economica più sostenuta.

Rialzista
>>
Neutrale
Ribassista

Supporti:
89.50-90.50
Resistenze
92.00-93.60

 

Dollaro – Franco Svizzero:

Ancora pressione sul dollaro in apertura di settimana, minimi annui aggiornati a 1.0130 prima del lento recupero del del biglietto verde. La chiusura poco sopra il livello di resistenza a 1.0250 crea le aspettative per un nuovo strappo rialzista fino a 1.0350. Da qui è possibile una congestione dei prezzi in un range compreso tra 1.0200 e 1.0400. Nonostante le tensioni sul dollaro pare difficile rivedere il tasso di cambio sulla parità.

Rialzista
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Neutrale
Ribassista

Supporti:
1.0130-1.0000
Resistenze
1.0290-1.0390

 

Sterlina – Dollaro:

La sterlina fa segnare un +1,2% contro dollaro e un pò a sorpresa si riporta oltre 1.6250 chiudendo a 1.6265. Un dollaro “debole” ha favorito la spinta rialzista della divisa britannica: massimi a 1.6350, come non si vedeva da un mese a questa parte e target aggiornati a 1.6450. Difficile analizzare la situazione della sterlina data l’incertezza di fondo dell’economia UK: la debolezza della divisa non ha poi favorito molto la ripresa economica, gli investitori si attendono una certa solidità da parte dell’impianto finanziario d’oltremanica. Il cable oltre 1.6000 và in questa direzione, ma i massimi segnati nel 2009 a 1.7150 sembrano alquanto lontani.

Rialzista
>> Neutrale
Ribassista

Supporti:
1.6220-1.6030
Resistenze
1.6350-1.6450

 

L’utente prende atto che le informazioni contenute in questo report hanno mera natura informativa e vengono elaborate dall’analisi dei dati di negoziazione, dei dati di mercato e dalle statistiche.

Analisi Weekly

a cura di: Cfx Intermediazioni

Fonte: Cfx Intermediazioni.com

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