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16 Giugno 2011: Sentiment del mercato

Prosegue la fase correttiva del mercato azionario, di concerto con lo sgonfiamento delle bolle formatesi nei mesi passati su metalli preziosi come l’argento ed altre importanti materie prime (petrolio, rame, nickel, grano).

Ne soffrono in particolar modo i listini europei, in primis quelli in cui il settore finanziario ha un peso rilevante, come la Borsa Italiana. Rispetto ai picchi di metà febbraio l’indice Eurostoxx50 è sceso dell’11% e il FtseMib addirittura del 14%.

L’S&P500 ha tenuto meglio, -7% circa rispetto ai massimi di inizio maggio, ma tenendo conto del deprezzamento del dollaro, per un ….


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investitore in euro, le quotazioni sono andate sotto di circa l’11% rispetto ai picchi toccati a metà febbraio, oltre ad essere sotto di oltre il 5% rispetto ai massimi del maggio 2010. Una conferma in più del fatto che il mercato azionario occidentale dopo il tracollo culminato nei minimi del marzo 2009 ha vissuto una fase di “bear market” rally – grazie alle politiche monetarie ultra-espansive della Fed (Qe1 e Qe2) – e che rimane comunque inserito in un più ampio mercato orso “generazionale” (a partire da inizio 2000 e destinato a protrarsi ancora, verosimilmente, per diversi anni a venire).

La Fed, tra l’altro, non si trova nelle condizioni “politiche” di potere varare il Qe3: un terzo round di easing quantitativo, infatti, innescherebbe tensioni iper-inflazionistiche sulle materie prime e, soprattutto, provocherebbe deprezzamenti del dollaro tali da far salire le tensioni con i principali partner commerciali, in particolare la Cina che potrebbe minacciare ritorsioni sui Treasury (e gli Usa hanno bisogno di continuare a finanziarsi a tassi di interesse molto bassi, con tassi reali negativi, visto che la crescita economica attesa non sarà in grado, da sola, di sgonfiare il rapporto debito/Pil).

La fase correttiva delle ultime settimane ha riportato gli indici grosso modo sui minimi di metà marzo. L’ipotesi più probabile rimane quella di un mercato ancora debole nei prossimi mesi, con un possibile test dei minimi di metà marzo, col rischio di perforarli (un segnale si avrebbe qualora il Vix risalisse con decisione sopra quota 20) con estensioni comunque non al di sotto dei minimi di fine novembre 2010: è quindi probabile che la correzione in atto abbia già percorso almeno la metà del suo sviluppo.

Se questi ultimi supporti non dovessero tenere, tuttavia, si aprirebbero scenari decisamente preoccupanti, con possibili discese verso i livelli dell’estate 2010: i minimi del 1° luglio si trovano circa il 20% al di sotto dei livelli correnti, prendendo come riferimento l’indice S&P500.

Tale scenario al momento non è quello più probabile, però non si può escludere del tutto. In termini di rischio/rendimento, acquisti sono valutabili sui livelli di fine novembre 2010, mantenendo comunque abbondante liquidità per approfittare di possibili correzioni più marcate nei mesi a venire. A livello settoriale il comparto finanziario rimane quello più vulnerabile, da acquistare solo in ottica trading veloce; in generale è comunque opportuno continuare a sottopesare tutti i settori più volatili, mantenendo un profilo difensivo.

 


Analisi Montly
a cura di: Ufficio Analisi Tecnica Gruppo Banca Sella

Autore: Maurizio Milano

Fonte: Ufficio Analisi Tecnica Gruppo Banca Sella


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