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15/06/09 Il report della Banca Centrale Europea, pubblicato ieri, è risultato più “dovish” del previsto

PENNA 4

Il report della Banca Centrale Europea, pubblicato ieri, è risultato più “dovish” del previsto: gli analisti dell’istituto centrale non prevedono un ritorno della crecita ..

 

economica prima della secondà metà del 2010, mentre per quanto riguarda l’inflazione si stima che i prezzi non aumenteranno nel medio periodo. Di conseguenza, la BCE ritiene che il livello attuale dei tassi di interesse (1%) sia appropriato; la ripresa sarà graduale e l’inflazione core contunuerà a puntare verso il basso.

 

Per quanto riguarda il credit easing, le aspettative sono per una sterilizzazione automatica dell’eccesso di liquidità che verrà immessa nel sistema. Si sono visti anche in Europa i primi segnali di miglioramento delle condizioni del sitema economico, ma è troppo presto per parlare di punto di svolta. Il dato sulla produzione industriale di aprile è stato decisamente deludente (-1,9% su base mensile, ovvero -21,6% su base annua), la disoccupazione crescerà ancora e il sitema creditizio non ha ancora recuperato la sua piena efficienza. Il Beige Book della Fed ha sostanzialmente messo in luce gli stessi punti: dall’altra parte dell’oceano l’economia resta debole, anche se il declino sta rallentando, sono migliorate le prospettive in diverse aree del Paese, ma per ora non si vedono segnali di ripresa nel breve periodo.

 

La Fed prevede che la ripresa dell’attività economica sarà “lenta, fragile e ancora molto esposta a choc sistemici”. Sul mercato valutario le majors hanno oscillato all’interno di canali piuttosto stretti. Il market mover è stata ancora una volta la propensione al rischio degli operatori: il dollaro ha sofferto, lo yen si è indebolito mentre le valute “high yield” hanno guadagnato terreno. Ottima performance in particolare quella della sterlina, che va a chiudere la settimana in area 1.65. Il cable, dopo aver toccato quota 1.58 in concomitanza con il rimpasto di governo, è tornato nuovamente a mettere sotto pressione la resistenza a 1.66, massimo degli ultimi 8 mesi.

 

La diminuzione dell’avversione al rischio, nonchè la stabilizzazione del mercato azionario, l’inversione del trend dei prezzi delle commodities (il petrolio è ritornato al di sopra dei 70 dollari al barile) e le preoccupazioni relative al debito pubblico americano continueranno invece a pesare negativamente sul dollaro. Il G8 non dovrebbe avere implicazioni rilevanti dal punto di vista del Forex, a meno che vengano annunciati nuovi piani di stimolo per l’economia, che andando ad incrementare la fiducia degli addetti ai lavori potrebbero pesare negativamente sul dollaro.

Principali tassi di cambio

 

 

 

Euro – Dollaro:

L’eur/usd si è mosso all’interno di uno stretto canale compreso tra 1.39 e 1.4150. Il cross si trova in una fase laterale: la settimana povera di dati macroeconomici rilevanti non ha fornito spunti al mercato, che ha oscillato intorno a quota 1.40. Sarà interessante vedere se il testa e spalle che si sta formando (grafico giornaliero) sarà completato; in tal caso, ci aspettiamo un ritracciamento della moneta unica, con target a 1.33 e successivamente 1.30. In caso contrario, invece, l’euro potrebbe andare di nuovo a mettere sotto pressione la resistenza a 1.4340, inviolata dal dicembre 2008, con target a 1.45

Rialzista
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Neutrale
Ribassista

Supporti:
1.3910 – 1.3800
Resistenze
1.4150 – 1.4340

 

Euro – Yen:

Continua il movimento laterale anche dell’eur/jpy, che oscilla tra 136 e 138.40. In caso di correzione del mercato azionario ci aspettiamo un ritorno del cross al di sopra di quota 140 prima e di 143.80 poi

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Neutrale
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Supporti:
136.85 – 135.25
Resistenze
138.30 – 139.40

 

Dollaro – Yen:

Dopo tre settimane di rialzo, il cross si è arrestato in un corridoio compreso tra 97 e 99. Se l’USD/JPY riuscisse a sfondare a breve 98,90 si potrebbe aprire la strada verso 99,80 e poi 100-105.

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Neutrale
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Supporti:
97.40 – 96.40
Resistenze
98.50 – 99.00

 

Dollaro – Franco Svizzero:

Il dollaro si è indebolito anche nei confronti del franco svizzero. A livello grafico vediamo come il trend rialzista di breve periodo si sia interrotto in concomitanza della conferma del testa e spalle (un’ora) e della rottura della media mobile a 200. Il cross è passato da 1.0990 a 1.0660, per poi ritracciare debolmente, ma sempre al di sotto della media mobile. Chiusura di settimana a 1.0750 e nuovo target ribassista a 1.05

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Neutrale
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Ribassista

Supporti:
1.0700 – 1.0640
Resistenze
1.0910 – 1.0980

 

Sterlina – Dollaro:

Ottima performance quella della sterlina, che va a chiudere la settimana in area 1.65. Il cable, dopo aver toccato quota 1.58 in concomitanza con il rimpasto di governo, è tornato nuovamente a mettere sotto pressione la resistenza a 1.66, massimo degli ultimi 8 mesi. Il prossimo target rialzista diventa quindi 1.68

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Neutrale
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Supporti:
1.6350 – 1.6250
Resistenze
1.6600 – 1.6730

L’utente prende atto che le informazioni contenute in questo report hanno mera natura informativa
e vengono elaborate dall’analisi dei dati di negoziazione, dei dati di mercato e dalle statistiche.

Analisi Weekly

a cura di: Cfx Intermediazioni


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