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TASTIERA_GIORNALI 1

12/05/09 Oggi Discorso di Bernanke sugli stress test

Da seguire: – Aste – Continuano le emissioni a breve termine: BOT a 3 e 12 mesi, rispettivamente per 4 e 6,5 mld, Letras a 3 e 6 mesi per complessivi 2-3 mld, certificati…

 

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belgi per 3-3,5 mld. La scadenza maggiore è quella del DSL olandese 2012 2,5%, di cui saranno offerti da 2,5 a 3,5 mld.

Area Euro

– Germania. La stima definitiva ha confermato l’inflazione di aprile a 0,7% a/a, in temporaneo aumento dallo 0,4% a/a di marzo scorso. Sul mese, i prezzi dovrebbero essere invariati. Da maggio in avanti la dinamica dei prezzi al consumo frenerà ulteriormente fino a portarsi su un minimo di -0,5% a/a a luglio. Il trend è spiegato da effetti base favorevoli da energia ed alimentari e si invertirà nella seconda metà dell’anno.

Stati Uniti

– La bilancia commerciale di marzo dovrebbe mostrare un deficit in allargamento a -29 miliardi di dollari dopo l’ampio calo a -26 miliardi di febbraio. Questo sarebbe il primo allargamento del deficit da luglio 2008, quando il saldo era pari a -62 miliardi di dollari. Il crollo del commercio estero dovrebbe moderarsi, con un recupero maggiore per le importazioni (la dinamica mensile di import e export dovrebbe rimanere negativa). I dati sulla bilancia commerciale in Cina e in Giappone asiatici e l’attività dei porti americani puntano a una ripresa del commercio estero mondiale. I dati giapponesi e cinesi per marzo segnalano un miglioramento sia dell’import sia dell’export verso gli Stati Uniti. Inoltre, l’indagine ISM di marzo ha indicato una svolta nell’import con un aumento a 33 della componente importazioni dai minimi di febbraio, seguita poi da un ampio rimbalzo ad aprile (a 42). Gli ordini all’esportazione avevano già svoltato a gennaio e hanno segnato un incremento di 9 punti da inizio anno. Sull’import in termini nominali peserà il rialzo del prezzo del petrolio di circa il 10% nel mese.
Ieri sui mercati

Una moderata correzione degli indici azionari (poco più dell’1% in Europa, -2,1% per lo S&P500) ha consentito un arretramento dei rendimenti sui titoli di stato. Il movimento è stato più ampio per gli UST, favoriti dall’asta di riacquisto della Fed: da -8 a -12,5pb; escursione più forte per le scadenze centrali della curva. Il mercato europeo ha visto un moderato appiattimento soprattutto sul tratto 2-5 anni e, questa volta, una performance dei Btp inferiore a quella dei Bund: andamento coerente con il calo dell’appetito per il rischio. Del tutto ortodosso anche il ribasso delle materie prime e dell’euro (1,3574 ma già sopra 1,36 questa mattina), nonché la ripresa dello yen (97,22 sul dollaro). Continua il calo dei tassi Euribor, favorito dal calo dell’Eonia sotto 0,5%: il trimestrale ha fissato a 1,299%. La pressione al ribasso sui tassi di mercato monetario mantiene la pendenza 10-2 anni della curva IRS molto elevata, oltre 170pb.

Area Euro

– In Francia l’output si è contratto dell’1,3% m/m. Il dato di marzo lascia la produzione a -6,9% t/t da un precedente -7,4% t/t. Ancora più accentuata la perdita nel manifatturiero -8,4% t/t da un precedente -9,1% t/t. I dati di produzione suggeriscono che il PIL nei primi mesi dell’anno dovrebbe essere calato più o meno come a fine 2008 (-0,9% t/t) in linea con le nostre stime più recenti. Avremo conferma questo venerdì.

– In Italia la produzione industriale ha visto ancora un tracollo a marzo (-4,6% m/m da -4,6% m/m precedente (rivisto al ribasso da -3,5% m/m), ben al di sotto delle attese di -2,0% m/m. Su base annua la produzione corretta per i giorni lavorativi si contrae di -23,8% a/a da -21,1% a/a precedente. Sul trimestre la produzione crolla di -9,8% t/t da un precedente -8,4% t/t. I dati di produzione segnalano forti rischi verso il basso per la nostra stima di contrazione del PIL di 2,0% t/t a marzo (dati in uscita venerdì).

– I dati da Francia e Italia segnalano che il dato europeo in uscita mercoledì potrebbe mostrare una contrazione del 2,0% m/m. Per il momento le indicazioni di recupero di fiducia delle indagini PMI rimangono preliminari. È possibile che Francia e Italia siano in ritardo rispetto alla Germania dove si è visto qualche segnale positivo dai dati di produzione, ordini ed export. Nel contempo i rischi verso il basso alla stima del PIL Italia, alla luce dei dati di produzione industriale di marzo, si traducono in un rischio anche per l’area euro (-2,2% t/t).

Stati Uniti

Bernanke in un discorso sul Supervisory Capital Assessment Program (SCAP) che si è concluso con gli esiti degli stress test pubblicati la settimana scorsa ha riassunto i risultati della valutazione definendoli “incoraggianti”. Per quanto riguarda le prospettive macroeconomiche, il rischio di deflazione “sta recedendo” e la Fed dovrà scegliere il momento giusto per ridurre la liquidità in circolazione e restringere la politica monetaria per salvaguardare l’obiettivo di stabilità dei prezzi, che rimane definito con l’inflazione compresa fra 1,5 e 2%.

 


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Analisi Daily

a cura di: Intesa Sanpaolo S.p.A.

Fonte: Intesa Sanpaolo S.p.A.

 

 

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