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12/05/09 Indici azionari arrivati a ridosso dei massimi e pronti per una fase correttiva anche importante. S&P Mib fermato da area 21000 atteso verso 19000 primo target

Nove settimane di rialzo consecutivo sembrano essere bastate ai vari listini azionari arrivati dopo una corsa ininterrotta a ridosso dei valori di …

inizio anno. Come nel corso della discesa, anche in questa fase di rialzo assistiamo ad una movimento unidirezionali privo di qualsiasi fase di pausa/consolidamento o correzione, come se gli attori impegnati ad aprire e chiudere le posizioni fossero sempre gli stessi. I mercati azionari da gennaio in poi sono mancati completamente di logica e stanno cercando disperatamente di trovare un loro equilibrio, come un elastico che una volta tirato da parte, quando viene mollato si muove nella direzione opposta con la stessa forza. Sgombriamo subito il campo e mandiamo un messaggio di fiducia a tutti coloro che si sentono oppressi per aver mancato un rialzo epocale e sono tanti. Gli stessi che in occasione dei minimi vedevano nella liquidità l’unico investimento davvero possibile adesso tornano attratti da una fase rialzista che sembra essere arrivata, almeno per il momento al capolinea. Il mercato è sempre li, non ci si può disperare per il mancato per quanto ampio guadagno, a posteriori, ma solo per le perdite effettivamente contabilizzate a conferma di quanto l’aspetto emotivo conti nella fase di acquisto. E questo mercato di occasioni per rientrare ne fornirà altre, basta avere la pazienza di attendere. Il problema è rappresentato dal fatto che è un mercato fortemente tecnico e che sta facendo esattamente il contrario di quello che sarebbe logico attendersi: ribasso senza fine, rialzo sulla scia della reazione, poi quanto tutti si aspettavano uno storno per rientrare sulla tenuta dei massimi dello scorso aprile, un’ altra improvvisa scossa rialzista. Sembra a questo punto possibile assistere ad una correzione decisamente marcata di questo imponente slancio rialzista, anche perché se il peggio è passato relativamente alle possibilità di fallimento del sistema bancario, la situazione macroeconomica continua ad essere non propriamente positiva e poi qualcuno dovrà prima o poi pagare il conto delle forti iniezioni di capitale a carattere statale nelle varie economie.

Venendo ai numeri i vari listini sono arrivati a ridosso dei massimi di inizio anno, dove transitava pure la media mobile a 200 giorni a rafforzare ulteriormente i livelli, con quelli europei che hanno nettamente sovraperformato i cugini americani ma che erano scesi maggiormente in precedenza. Pertanto troviamo il Dax che ha sfiorato quota 5000, l’S&P500 salito fino a 930, non distante dal suo valore chiave a 940 mentre leggermente più distante è stato il Dow Jones atteso a 9000 punti ma bloccatosi poco sotto 8600. Questi livelli di resistenza sono decisamente importanti e non si vede come possano essere perforati, dando vita cosi ad un ulteriore gamba rialzista, senza prima vedere una qualche forma di correzione. Attenzione pertanto ai vari supporti importanti (4700 nel caso del Dax, 8150 per il Dow Jones e 875 per l’S&P500) che una volta violati consentiranno approfondimenti del ribasso calcolati grazie ai ritracciamenti del 50% e 61,8%. di Fibonacci. Troviamo pertanto il Dax diretto verso 4300 e area 4000, supporto fondamentale, il Dow Jones verso 7530 e 7280 e l’S&P500 verso 800 e quindi 760 mentre il supporto fondamentale si colloca a 740. Se maggio si propone ancora come un mese di disturbo per i mercati sembra da escludere però un ritorno sui livelli minimi di inizio marzo 09.

Ancora una volta l’S&PMib non si distacca dall’andamento degli altri indici anche se la sua performance degli ultimi 2 mesi è francamente strabiliante, passato dai 12400 punti di inizio marzo ai quasi 21000 raggiunti la scorsa ottava. Come per tutti i listini anche il rialzo di Piazza Affari deve essere considerato alla stregua di un rimbalzone della precedente discesa ma è tuttora troppo presto per interpretarlo come una inversione di tendenza. Quota 21000, raggiunta senza alcuna sosta, diventa un ostacolo troppo impegnativo da superare e fornisce il pretesto per delle prese di profitto anche consistenti. La perdita del supporto di breve a 19600 consentirà i primi storni importanti verso 19000 livello sul quale potrebbe anche eventualmente organizzarsi un consolidamento. Al di sotto di questa area si aprono scenari ribassisti anche ampi con obiettivi collocabili a 17500, 16500 e quindi a ridosso del supporto chiave rappresentato da area 15000. Il target rialzista sopra 21000 sarebbe invece 23000 parte alta del canale ribassista in atto da tempo. Ma probabilmente lo vedremo solo verso la fine dell’anno.

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Analisi Daily

Autore: Filippo Ramigni

Fonte: f.ramigni@tin.it

 

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