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08/06/09 La Banca Centrale Europea ha lasciato i tassi di interesse all’1%

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La Banca Centrale Europea ha lasciato i tassi di interesse all’1%, nuovo minimo nella storia dell‘euro. Con buona probabilità, possiamo affermare che..

sia stato raggiunto il floor anche in Europa: nella conferenza che segue l’annuncio, Trichet ha dichiarato che il livello attuale dei tassi risulta “appropriato” rispetto alla situazione economica attuale. Come annunciato in maggio, l’acquisto di covered bond per un totale di 60 miliardi inizierà a luglio.

 

La banca centrale spera di riuscire a sterilizzare l’effetto della pesante iniezione di liquidità riducendo le operazioni di rifinanziamento; in questa maniera, il bilancio della BCE non dovrebbe gonfiarsi eccessivamente, come invece è accaduto negli Stati Uniti alla Fed. Di conseguenza, le previsioni della BCE sono per un’ulteriore discesa dell’inflazione, con una probabile permanenza in territorio negativo, prima di ritornare a salire entro la fine di quest’anno, mentre la crescita economica sarà “molto negativa” nei prossimi due trimestri. Il Pil del 2009 dovrebbe mostrare una variazione negativa compresa tra il 5,1% e il 4,1%. In linea generale, i rischi legati all’outlook economico sono bilanciati, anche se ci potrebbero essere degli effetti più significativi del previsto, per via degli ingenti piani di stimolo promossi fino a questo momento.

 

La fiducia potrebbe comunque migliorare più rapidamente del previsto e nel 2010 si dovrebbe assistere ad una ripresa graduale della congiuntura. Da punto di vista dei dati macro, abbiamo visto un miglioramento della bilancia commerciale US e degli indicatori ISM. In particolare, i direttori delle vendite intervistati hanno sottolineato che nel settore manifatturiero gli ordini sono aumentati per la prima volta dall’inizio del 2009: si tratta di un segnale estremamente positivo per la stabilizzazione dell’economia. In Euro-zona sono aumentate le vendite al dettaglio e i PMI. Sui mercati valutari, l’ottimismo di inizio settimana ha lasciato il posto ad un’elevatissima volatilità, causata più da movimenti tecnici, nervosismo e prese di profitto che da notizie e rumors. Il prezzo del petrolio è ritornato al di sopra dei 70$ al barile per la prima volta da inizio anno. Il prezzo del barile sembra aver ripreso la sua corsa: dopo il picco di 147 dollari registrato l’11 luglio 2008 al Nymex di New York, le quotazioni hanno perso quasi l’80% fino al minimo di 32,70 dollari lo scorso gennaio.

 

Poi il prezzo è tornato a salire, in particolare nelle ultime settimane. Oggi, durante i primi scambi elettronici negli Stati Uniti, il petrolio ha segnato un massimo a 70,32 dollari.

 

Principali tassi di cambio

 

Euro – Dollaro:

Buona rimonta del dollaro, che si riporta ai valori di inizio settimana in area 1.40. Questo movimento può essere considerato un recupero tecnico, ma è stato agevolato anche dall’aumento dell’avversione al rischio. I dati USA sono stati di tenore misto e il Governatore della Fed Ben Bernanke non ha nascosto il fatto che l’economia dovrà ancora affrontare momenti difficili, nonostante gli interventi governativi. Ora che i mercati finanziari si stanno stabilizzando, il problema diventa l’elevatissimo disavanzo fiscale, frutto delle misure anti-crisi. Il recupero del greenback è stato supportato anche dalla revisione al ribasso delle stime di crescita del Pil dell’Eurozona, elaborate dalla BCE e rese pubbliche giovedì. Trading range atteso per la prossima settimana: 1.40-1.435.

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Euro – Yen:

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Dollaro – Yen:

Lo yen ha perso posizioni anche contro il dollaro americano, passando da 94.40 a 98.30, massimo di oggi. La correlazione positiva della divisa nipponica con il dollaro, che aveva retto per molti mesi dopo lo scoppio della crisi, è diminuita recentemente. Questo può essere un segnale di indebolimento della divisa nipponica, che sarebbe utile alle imprese giapponesi. Anche tecnicamente, in caso di sfondamento effettivo della resistenza in area 97.5-98.00, il cross potrebbe ritornare intorno a 100 nel giro di pochi giorni, per poi eventualmente andare a testare quota 104-105

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Sterlina – Dollaro:

Il rally della sterlina ha caratterizzato l’apertura di settimana: il cable ha toccato il massimo degli ultimi 8 mesi a 1.6665, per poi ritracciare bruscamente non tanto sulla base delle dichiarazioni della BoE (che non ha modificato i suoi piani di quantitative easing), bensì a causa del rimpasto di governo come salvataggio in extremis dalla crisi politica che ha travolto la Gran Bretagna negli ultimi giorni. Gordon Brown ha annunciato che il ministro delle Finanze, Darling, resterà al suo posto. La sterlina ha giovato della diminuzione dell’avversione al rischio ed appare anche più sopravvalutata dell’euro contro dollaro, ma la situazione domestica fa aumentare i rischi di una correzione verso il basso. Il cable sta andando a chiudere la settimana in area 1.60, dopo aver perso ben sei figure negli ultimi due giorni

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Analisi Daily

a cura di: Cfx Intermediazioni

Fonte: Cfx Intermediazioni.com

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