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06/05/09 Oggi verrà diffuso il dato sul PMI

Da seguire: – Aste – La Germania offre 6 miliardi del Bobl 2014 2,25%. Negli Stati Uniti emissione sulla …

 

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scadenza decennale per 22 miliardi di dollari.

Area Euro

– Le vendite al dettaglio nell’area euro dovrebbero registrare un calo di 0,2% m/m dopo il -0,6% m/m precedente. Le vendite sono migliorate in Francia (1,1% m/m), ma sono calate in Germania (-1%m/m). Se confermato, il dato lascerebbe le vendite in rotta per una flessione di 0,9% t/t nel 1° trimestre (dopo il calo dell’1% t/t negli ultimi tre mesi del 2008).

– Il dato definitivo sull’indice PMI servizi nell’area euro è visto confermare la prima stima a 43,1 per aprile da 40,9 di marzo. A seguito della revisione al rialzo dell’indice PMI manifatturiero ci attendiamo il dato finale dell’indice composito, a 40,6 da 40,5 della prima stima. Dopo i persistenti cali dei mesi passati, la fiducia delle imprese sembra iniziare a ridurre parte del pessimismo, ma non vedremo effetti consistenti sulle variabili reali nell’area euro prima della fine del 2° trimestre del 2009.

Stati Uniti

– La stima dei nuovi lavoratori privati non agricoli di ADP per aprile è prevista in calo di 645 mila unità dal consenso, dopo un calo di 742 mila a marzo.
Ieri sui mercati

Prese di beneficio sui mercati azionari, con flessioni moderate degli indici europei e statunitensi. Prezzi dei titoli di stato in marginale flessione sui mercati core, ma in rialzo su quello italiano. Il Bund future ha comunque chiuso in rialzo di 33pb, a 112,35. La battuta di arresto dei corsi azionari si riflette in una modesta correzione dell’euro/dollaro, che dai massimi di 1,3435 è rientrato in area 1,32. che dai massimi di 1,3435 è rientrato in area 1,32. Lieve assestamento anche per le quotazioni petrolifere, che oscillano intorno a 54 dollari.

Area Euro

I prezzi alla produzione nell’area euro calano a marzo del 3,1% a/a da -1,7% a/a di febbraio (rivisto da -1,8% a/a), segnando così il minimo storico dal febbraio del 1987. Sul mese il PPI è calato di -0,7%m/m da un precedente -0,4%m/m (rivisto da -0,5% m/m) più debole delle attese ed in rosso per l’ottavo mese di fila. In calo i prezzi dei beni intermedi (-0,8% m/m) e in lieve diminuzione anche le altre componenti ad eccezione dei beni durevoli (+0,1% m/m). L’analisi dei singoli paesi rivela che la riduzione è trasversale nelle grandi economie con Germania e Italia in calo del -0,7% m/m e Spagna e Francia in calo del -0,4% m/m. L’indice al netto della componente energetica (scesa del -1,7% m/m) registra un calo di -0,4% m/m, segnalando che il calo dei prezzi si sta spostando sempre più verso le componenti non “energy” dell’inflazione, con una più diffusa trasmissione a valle della filiera produttiva.

Contrastanti i primi dati europei sulle immatricolazioni di auto pubblicati in questi giorni. Su base annua, si registra un incremento in Germania (+19,4% a/a), ma un calo in Francia (-7,0% a/a), Italia (-7,5% a/a) e in Spagna (-46,0% a/a).

Stati Uniti

Bernanke, in un’audizione sull’economia di fronte al Joint Economic Committee, ha delineato uno scenario negativo per il breve termine, ma non drammatico per il medio termine, delle prospettive economiche americane. La Fed a breve aumenterà le informazioni date al pubblico riguardo ai programmi di finanziamento messi in atto finora. Per quanto riguarda eventuali futuri rischi inflazionistici, Bernanke ha detto che la Fed è mirata “come un raggio laser” sullo sviluppo di una strategia di uscita dall’attuale politica super espansiva quando sarà opportuno. La Fed ha un “piano” già pronto su cui la banca centrale sta lavorando per apportare ulteriori miglioramenti L’audizione non offre spunti particolarmente nuovi né indicazioni relative alla strategia di politica monetaria, diverse da quanto emerso dai comunicati delle riunioni FOMC.

Anche Yellen (San Francisco Fed) ha detto che l’economia potrebbe essere vicina a un punto di svolta, e vedere una crescita positiva nella seconda metà dell’anno, anche se la ripresa prevista per fine 2009 sarà “piuttosto graduale”. Sulla stessa linea Stern (Minneapolis Fed).

Migliora più delle attese l’ISM non manifatturiero di aprile salendo a 43,7 da 40,8 di marzo (consenso 42). Si registra un aumento nella maggior parte dei sotto-indici ed in particolare occupazione (a 37 da 32,3), nuovi ordini (a 47 da 38,8), ordini dall’estero (a 48,5 da 39) e importazioni (a 48,5 da 37). Recuperano anche le componenti attività (a 45,2 da 44,1) e prezzi pagati ( a 40 da 39,1).

Le vendite settimanali sono aumentate nella settimana conclusa il 2 maggio dell’1,5% m/m per l’indice Redbook e dell’1,5% m/m per l’indice ICSC.

 


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Analisi Daily

a cura di: Intesa Sanpaolo S.p.A.

Fonte: Intesa Sanpaolo S.p.A.

 

 

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