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04/06/2009 Un consulente finanziario è stato caricato a forza su un furgone: diversi testimoni hanno sentito o visto la scena

LENTE

Bologna, imprenditore sequestrato…

 

 

BOLOGNA – Il rapimento di Silvano Azzolini resta ancora un mistero. L’ex agente di borsa di 69 anni, ora in pensione, è stato sequestrato ieri mattina verso le sette da tre uomini incappucciati davanti ad uno studio tecnico con cui collaborava a Villanova di Castenaso, alle porte di Bologna, e da allora si sono perse le sue tracce. I rapitori non si sono fatti vivi, ma la decisione con cui hanno agito fa pensare agli inquirenti che siano tutt’altro che degli sprovveduti e che abbiano un obiettivo chiaro in mente, ovvero recuperare denaro direttamente tramite la vittima, senza rivolgersi alla famiglia.

LE INDAGINI – La Procura ha aperto un fascicolo per sequestro a scopo di estorsione, mentre la vita di Azzolini è stata setacciata dal pool della Direzione distrettuale antimafia, che segue l’ inchiesta sotto la guida del procuratore aggiunto Massimiliano Serpi. Le indagini di polizia giudiziaria sono svolte dal reparto operativo e dal Ros dei carabinieri, in coordinamento con la squadra Mobile della polizia e dal Gico della Guardia di finanza. Ne è emersa una personalità complessa che, nonostante la pensione, continuava a mantenere una fitta rete di affari, soprattutto nel ramo immobiliare attraverso la gestione in affitto di capannoni artigianali. Nella corposa documentazione acquisita dalla Procura, però, non ci sarebbe segno di nessuna situazione debitoria.

LE MEDICINE – Negli anni scorsi gli investigatori si erano già occupati di lui nell’ambito di indagini finanziarie. Con l’uomo, ha fatto sapere Serpi, è sparita anche la borsa dei medicinali che portava sempre con sè. Un particolare non irrilevante, dato che Azzolini è gravemente malato e soffre di diabete e problemi cardiaci. Gli inquirenti hanno rivolto nuovi appelli ad eventuali testimoni. Il primo è indirizzato ai cittadini di Selva Malvezzi, la frazione vicino a Molinella dove abita l’ex agente di borsa; vista l’organizzazione dei rapitori, l’ipotesi è che abbiano compiuto qualche sopralluogo nel piccolo paese dove potrebbero essere stati facilmente notati. Il secondo è stato lanciato a chiunque abbia notato il furgone bianco utilizzato per il rapimento: le indagini infatti si stanno concentrando sugli spostamenti del mezzo, sui quali però continua a mancare qualche dettaglio, una ricostruzione resa ancora più complessa dal fatto che la targa è risultata rubata e appartenente a un’ auto. Serpi ha confermato inoltre l’acquisizione delle immagini di alcune telecamere di sorveglianza, ma non l’indiscrezione che una di queste abbia ripreso direttamente fasi del rapimento.

Fonte: Corriere.it Autore: Federico del Prete

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