Antiriciclaggio: via al principio dell’approccio basato sul rischio

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Con il recepimento della IV direttiva antiriciclaggio arrivano nuovi adempimenti per SGR e intermediari finanziari. Assogestioni ha avviato un lavoro di analisi nell’ambito dei competenti gruppi di lavoro e Task Force.........


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Il 4 luglio scorso sono entrate in vigore le modifiche apportate dal decreto legislativo 25 maggio 2017, n. 90 al decreto antiriciclaggio (decreto legislativo 21 novembre 2007, n. 231) in attuazione della IV direttiva antiriciclaggio.

Con l’occasione, il decreto antiriciclaggio è stato profondamente rivisto, al fine di adattare l’impianto nazionale di contrasto al riciclaggio e al finanziamento del terrorismo, all’impostazione promossa dal legislatore europeo.

Il novellato testo normativo, pertanto, appare ora maggiormente ispirato al principio dell’approccio basato sul rischio. Questo approccio permea l’intero impianto antiriciclaggio consentendo ai soggetti obbligati di “modellare” gli obblighi all’effettivo rischio di riciclaggio e di finanziamento del terrorismo rilevato.

In ossequio a tale approccio e in linea con quanto previsto dalla IV direttiva antiriciclaggio, il nuovo decreto antiriciclaggio introduce, in primo luogo, l’obbligo di svolgere un’analisi e una valutazione del rischio di riciclaggio e di finanziamento del terrorismo. Tale analisi, propedeutica alla definizione di idonee misure di contrasto, dovrà essere svolta sia a livello nazionale, da parte del Comitato di Sicurezza Finanziaria, sia da parte dei singoli soggetti obbligati, sulla base della metodologia che sarà definita da parte dell’Autorità di vigilanza.

L’analisi e la valutazione dei rischi svolge un ruolo cruciale all’interno dell’impianto nazionale di contrasto al riciclaggio e al finanziamento del terrorismo, proprio perché consente di identificare le aree maggiormente esposte al rischio e, di conseguenza, di implementare presidi commisurati a tale rischio. Con specifico riferimento alle Società di Gestione del Risparmio (SGR), l’analisi e la valutazione dei rischi consentirà di individuare le aree di operatività maggiormente rischiose, rispetto ai prodotti, alle modalità di distribuzione, alla tipologia di clientela, nonché alle aree geografiche rilevanti.

A tale proposito Assogestioni, nell’ambito dei competenti gruppi di lavoro e Task Force, ha avviato un lavoro di analisi. L’iniziativa ha l’obiettivo di mappare le attività poste in essere dalle SGR, evidenziare le peculiarità della loro operatività e svolgere una prima analisi del rischio che possa fungere da guida per gli operatori del settore, anche nelle more dell’emanazione delle necessarie istruzioni da parte dell’Autorità di vigilanza.

Un’ulteriore importante novità del decreto antiriciclaggio riguarda l’introduzione di un nuovo approccio per la modulazione degli obblighi di adeguata verifica della clientela. Recependo l’impostazione adottata dalla IV direttiva, infatti, il nuovo decreto non individua più delle fattispecie a basso rischio di riciclaggio rispetto alle quali è possibile applicare misure semplificate di adeguata verifica della clientela. Spetterà, quindi, ai soggetti obbligati valutare in quali situazioni sia possibile modulare l’estensione e la frequenza degli adempimenti, sulla base di un approccio basato sul rischio.

Appare di fondamentale importanza che i soggetti deputati all’adempimento degli obblighi di adeguata verifica della clientela, nonché della rilevazione delle operazioni sospette, siano in grado di valutare correttamente i rischi di riciclaggio e di finanziamento del terrorismo al fine di adempiere agli obblighi in modo consapevole e coerente con i rischi rilevati. Questo proprio in virtù della circostanza che la normativa sia quasi interamente modellata sull’applicazione dell’approccio basato sul rischio.

In tale ottica, i programmi di formazione del personale assumono un’importanza sempre maggiore, in quanto necessari a divulgare la normativa e a sensibilizzare il personale a tutti i livelli organizzativi. A tale esigenza ha voluto dare risposta il corso di formazione organizzato da Assogestioni nel mese di ottobre, al quale faranno seguito ulteriori iniziative volte a offrire ai propri associati programmi formativi mirati e focalizzati sulla realtà operativa delle SGR.

Il nuovo decreto antiriciclaggio, inoltre, ha introdotto una nuova e più ampia definizione di Persona Politicamente Esposta (PEP), introducendo altresì un criterio di uniformità di trattamento tra soggetti italiani e soggetti residenti in altri Stati membri o in Stati extracomunitari.

Si segnalano infine: le novità introdotte con riferimento alla titolarità effettiva, finalizzate a incrementare la trasparenza della struttura proprietaria delle entità giuridiche; l’introduzione della fattispecie delle comunicazioni oggettive, che i soggetti obbligati saranno tenuti a trasmettere alla UIF; la revisione dell’impianto sanzionatorio, che ha limitato il novero delle fattispecie incriminatrici che comportano l’irrogazione di sanzioni di natura penale e modificato gli importi e le modalità di irrogazione di sanzioni amministrative.

Le nuove disposizioni sono entrate in vigore lo scorso 4 luglio, quindicesimo giorno successivo alla pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale del decreto legislativo n. 90 del 2017. Il medesimo decreto, tuttavia, ha stabilito che, per quanto concerne le disposizioni emanate dalle Autorità di vigilanza di settore ai sensi di norme previgenti, abrogate o sostituite, queste continueranno a trovare applicazione fino al 31 marzo 2018.

Per una piena applicazione delle nuove disposizioni, quindi, sarà necessario attendere l’emanazione dei nuovi provvedimenti attuativi da parte delle Autorità di vigilanza di settore. Si auspica che i nuovi provvedimenti attuativi saranno elaborati con l’obiettivo di modulare concretamente gli obblighi antiriciclaggio rispetto all’effettiva operatività dei diversi soggetti attivi nei mercati finanziari, al fine di consentire una piena e coerente applicazione dell’approccio basato sul rischio.

 

Fonte: AdvisorWorld.it

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